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Reggio Calabria – Dieci persone sono state arrestate al culmine di articolate e complesse indagini condotte dalla Polizia di Stato e coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi. Questa mattina è stata data così esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Palmi, su richiesta di quella Procura della Repubblica.  I 10 sono ritenuti responsabili, a varo titolo, di reati in materia di sostanze stupefacenti, tentata rapina, ricettazione e detenzione e porto illegale di arma da taglio.

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In particolare, il Commissariato di PS Taurianova, con il concorso della Squadra Mobile di Reggio Calabria e Prato, dei Commissariati di PS Gioia Tauro, Palmi, Polistena e dei Reparti Prevenzione Crimine Calabria, hanno tratto in arresto i seguenti indagati:

  • Luciano Ascone, 47 anni, arresti domiciliari (già in carcere per altra causa);
  • Raffaele Cambria 27 anni, arresti domiciliari;
  • Angelo D’agostino, 36 anni, in carcere;
  • Francesco Fiumara, 27 anni, arresti domiciliari;
  • Giuseppe Luca’ 30 anni, arresti domiciliari;
  • Vllasi Mitrushi, 33 anni, in carcere (già in carcere per altra causa);
  • Benito Palaia, 39 anni, arresti domiciliari;
  • Papasidero Francesco, 38 anni, in carcere;
  • Salvatore Pepè, 33 anni, in carcere – (già in carcere per altra causa);
  • Fabio Scarfo’ 27 anni, in carcere - (già in carcere per altra causa).

 

L’indagine era stata avviata nell’agosto 2016 a seguito di un tentativo di rapina perpetrato ai danni della banca Monte dei Paschi di Siena, filiale di Taurianova dove, nell’immediato venivano individuate le auto utilizzate dai correi per giungere sul luogo del delitto e – quindi – i proprietari ed utilizzatori delle stesse, individuati in tre uomini di Rosarno: Fabio Scarfò, Angelo D’agostino e Francesco Papasidero. Le successive attività tecniche hanno consentito di acquisire elementi tali da ritenere configurata la responsabilità dei 3 per il delitto perpetrato a Taurianova, ma soprattutto permetteva di accertare come i soggetti in questione – in concorso con altre persone di Rosarno e dei paesi limitrofi – fossero impegnati in una notevole serie di attività delittuose, concernenti soprattutto lo spaccio di sostanza stupefacente.

Nel corso di tali attività gli indagati mantenevano contatti con soggetti dimoranti nel nord Italia, in Puglia, e financo con soggetti di nazionalità albanese, da qui il nome dell’operazione denominata “Alba-Rosa”, con i quali organizzavano compravendite di sostanza stupefacente. L’indagine non ha invero consentito di accertare la sussistenza di un’associazione unitaria che reggesse le fila dei traffici illeciti emersi, documentando piuttosto l’esistenza di singole trattative, singoli affari, a cui di volta in volta si interessavano solo alcuni dei soggetti indagati.

Sulla base delle risultanze dell’attività di indagine e a fondamento delle ipotesi accusatorie sono stati effettuati due riscontri fondamentali con gli arresti di Scarfò avvenuto a Torino nel corso del 2016, in quanto trovato in possesso di 1,049 kg di sostanza stupefacente del tipo eroina e di Diego Falleti a Melicucco sempre nel 2016, in quanto trovato in possesso di circa 50 kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana trasportata all’interno del proprio Fiat Doblò di colore bianco. Al termine delle formalità di rito, i soggetti sono stati messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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