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Reggio Calabria - Il Gip della DDA del Tribunale di Reggio Calabria, il dottor Santoro, ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura distrettuale reggina nei confronti dell’onorevole Giuseppe Galati in relazione all’imputazione di corruzione aggravata, nell’ambito del procedimento penale denominato “operazione Alchemia”.

Al parlamentare calabrese veniva contestato di avere ricevuto da parte di Girolamo Giovinazzo e Rocco Politi, l’offerta di un’utilità avente valore economico in cambio del suo intervento per sbloccare dei lavori edili sospesi perché eseguiti in zona vincolata, nel territorio di Roma. In relazione a questa imputazione il pubblico ministero aveva formulato la richiesta di arresto, che il Gip aveva rigettato, perché “aveva ritenuto che non vi fosse prova del nesso sinallagmatico tra il “favore” richiesto al parlamentare ed il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio”.

A difendere l’onorevole Galati, gli avvocati Andrea Alvaro, Francesco Caroleo Grimaldi e Mario Mazza, “i quali avevano da subito offerto all’Ufficio di Procura procedente elementi probatori che dimostravano l’estraneità del parlamentare rispetto ai fatti contestati”. I legali avevano evidenziato “l’impossibilità che il “politico” contattato dal Giovinazzo per lo sblocco dei lavori edili indicati nel capo di imputazione potesse essere l’onorevole Galati. La tesi accusatoria postulava, infatti, la presenza in Reggio Calabria del “politico” (che la Procura individuava originariamente nel Galati) in alcune date specifiche nonché in Gubbio, in occasione dei seminari organizzati nell’anno 2009 dalla Scuola di formazione politica del Popolo della Libertà”. “I difensori avevano dimostrato, attraverso la produzione dei resoconti sommari e stenografici dei lavori parlamentari, che, piuttosto che in Reggio Calabria, in quelle date il deputato calabrese era impegnato nelle votazioni che si erano tenute in Roma, alla Camera dei Deputati. Avevano altresì rilevato che a partire dal 9 marzo 2009 la Camera dei Deputati aveva introdotto un sistema elettronico di votazione basato sulla rilevazione biometrica dei punti caratteristici delle dita della mano (cd. “minuzie”), che garantiva e rendeva certa l’espressione del voto e la presenza in aula di ogni deputato”. A ciò aggiungevano che l’onorevole Galati non aveva partecipato ai seminari di Gubbio, come, invece, risulterebbe aver fatto il “politico” protagonista della vicenda descritta nel capo di imputazione. In tal senso avevano prodotto una specifica attestazione.
All’esito di tali contributi difensivi nonché delle ulteriori indagini compiute dagli inquirenti, la Procura Distrettuale ha ritenuto di richiedere l’archiviazione dell’accusa nei confronti del deputato calabrese, richiesta condivisa dal GIP reggino. Si conclude, quindi, con l’archiviazione, la vicenda penale che ha riguardato l’onorevole Galati. 

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