Salta al contenuto principale

mappa_iannazzo_vincenzino.jpg

Lamezia Terme – Chi è il capo degli Iannazzo? Si tratta di Vincenzino, detto ‘U Moretto”, 61 anni il prossimo giugno. Dalle pagine dell’operazione “Andromeda” che ha portato al suo arresto ed a quello di altri affiliati,  si ricorda tra l’altro che “in data 30 agosto 1996 con Sentenza della Cote di Appello di Catanzaro, la Corte di Cassazione rigettava il ricorso in data 10/04/1997, Iannazzo Vincenzino è stato condannato alla pena della reclusione per anni 4 e mesi 8 con l’interdizione quinquennale dai pubblici uffici e legale per la durata della pena, per i reati di: danneggiamento, estorsione, porto abusivo e detenzione di armi e munizionamento in concorso con i vertici della cosca Iannazzo, fra i quali: Davoli Antonio (anche condannato), Iannazzo Giovannino cl. 57 (anche condannato), Iannazzo Pietro cl. 75 e Iannazzo Antonio cl. 57. In data 3 luglio 2008, Iannazzo Vincenzino è stato condannato alla pena della reclusione per anni 3 e mesi 4 con l’interdizione quinquennale dai pubblici uffici dalla Corte di Appello di Catanzaro con sentenza nr. 1238/2007 R.G. poiché ritenuto responsabile del reato di “concorso esterno” in associazione mafiosa – in ordine alla cosca Presta-Lanzino operanti in Cosenza – di cui agli artt. 110 e 416 bis C.P., relativamente agli anni 1999/2002, divenuta irrevocabile in data 22/1/2009.

Iannazzo è stato sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di P.S. per la durata di anni 5 con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza dal 23/5/2003, misura alla quale si è sottratto per lungo tempo in quanto resosi irreperibile sino al 9 febbraio 2012 data in cui finalmente lo stesso veniva sottoposto alla suddetta misura. Tra i pentiti che, in Andromeda, parlando di Vincenzo Iannazzo figurano, in primis Giuseppe Giampà, Angelo Torcasio, Rosario Cappello, Umberto Egidio Muraca, Battista Cosentino, Matteo Vescio, Francesco Michienzi, Giovanni Governa, Massimo Di Stefano e Pasqualino D’elia. In particolare, “il reggente del clan Giampà, Giuseppe, nel 212, dopo l’inizio della sua collaborazione con la giustizia, riconoscevano che la consorteria mafiosa più potente attualmente su Lamezia Terme era quella degli Iannazzo, indicandone la ‘guida’ proprio in Iannazzo Vincenzino”.

Dichiarazioni rese da Giampà Giuseppe in data 6 settembre 2012 

“…omissis…per quanto riguarda l’attuale situazione su Lamezia, le ordinanza cautelari che ci hanno colpiti hanno praticamente disarticolato il mio gruppo, togliendo di mezzo tutti i personaggi dotati di carisma. Restano operativi gli altri gruppi criminali, tra i quali importante è solo quello che fa capo a Vincenzino Iannazzo “moretto”  e a Davoli Antonio. Questi ultimi due hanno avuto un ruolo di pari livello nella gestione della famiglia Iannazzo…omissis…”

Dichiarazioni di Rosario Cappello in data 14 gennaio 2012

In un foto-riconoscimento, Rosario Cappello dice: “riconosco Vincenzo Iannazzo, un’appartenente della famiglia Iannazzo con un ruolo di Capo della famiglia e quasi di tutta la città di Lamezia. Nell’ultimo periodo la famiglia Iannazzo, da un punto di vista criminale, contava più della famiglia Giampà…Omissis…”.

Dichiarazioni di Rosario Cappello in data 20 marzo 2012

“Adr. Per come mi chiedete, ho conosciuto Gino Daponte in carcere; da questi ho appreso che la loro cosca, unitamente a Iannazzo Francesco del ‘Cafarone’, Iannazzo Vincenzo detto il ‘moretto’ e Giovanni Iannazzo gestivano le attività illecite nel territorio di Sambiase e dell’aeroporto; mi riferisco al fatto che loro prendevano “mazzette” ed estorsioni in relazione ai lavori svolti in appalto. ..Omissis ….”.

Dichiarazioni di Battista Cosentino in data 7 novembre 2011

“…Omissis …Vincenzino controlla la zona del mare, Gizzeria, Sant’Eufemia, Falerna e la zona industriale e Maida.. Omissis…”.

L’albergo gratis tre volte a settimana per tre mesi

Infine, sempre in Adromeda emerge il ruolo non solo di capo di Vincenzino Iannazzo ma anche di colui che esercitava il suo ruolo per avere agevolazioni tramite estorsioni anche ”insolite”. Nell’ordinanza, infatti, si menziona, tra l’altro l’episodio con cui “ con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso mediante minaccia implicita e/o esplicita di atti ritorsivi diretti contro il patrimonio e contro l’incolumità personale, in caso di rifiuto, minaccia resa concretamente più grave dall’appartenenza alla cosca di ‘ndrangheta degli Iannazzo, circostanza conosciuta dalla p.o. costringendo l’imprenditore  M.S. titolare dell’A. Hotel, a fargli usufruire a titolo gratuito di una camera doppia presso il predetto Hotel, per tre volte a settimane e per un periodo di tre mesi, per un costo ammontante alla somma complessiva di euro 2.700 euro senza mai procedere al pagamento del corrispettivo in danaro, costringendo altresì il predetto imprenditore a non agire giudizialmente nei suoi confronti, si procurava un ingiusto profitto con pari dalla della p.o. con l’aggravante dell’essere stata posta in essere la minaccia da persone appartenente alle associazioni di cui all’art. 416 bis c.p.”.

 

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.