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Catanzaro - Un'organizzazione feroce e capace di selezionare con cura le vittime "prescelte" di rapine e spaccio di droga in buona parte del territorio Soveratese. Magistrati e carabinieri tracciano il quadro dell'operazione "Anteo", che stamane ha portato all'emissione di 30 ordinanza di custodia cautelare con l'accusa da parte della Dda di Catanzaro di traffico di droga e armi, ricettazione ed estorsioni tutte con l'aggravente mafiosa. Al centro delle indagini il gruppo mafioso Iozzo-Chiefari, ritenuto dagli inquirenti in stretto contatto con le cosche della Locride e del Vibonese: non a caso è indagato anche il collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso.

Gratteri: "Portatori di morte e famiglie distrutte"

"Ci siamo trovati davanti a qualcosa di veramente spregevole - ha affermato il procuratore capo di Catanzato Nicola Gratteri - ragazzi che cercano di uscire dalla schiavitù della droga e i venditori di morte si piazzavano all'ingresso dei Sert per vendere stupefacenti. Portatori di morte vera e propria. Il fatto grave è che si è difronte anche a minorenni. L'indagine ha richiesto tanto tempo e quindi i carabinieri che hanno avuto la sensibilità davanti a questo scenario inquietante di dare un'accelerata. Il contesto era troppo grave per non intervenire subito. Quando in una famiglia c'è un tossicodipendente, tutta la famiglia è coinvolta. I carabinieri hanno dimostrato grande sensibilità per rendere più vivibile un pezzo di territorio".

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Il colonnello Antonio Montanaro, comandante provinciale dei carabinieri di Catanzaro, ha aggiunto: "Sono state eseguite 30 misure cautelari nei confronti di persone ritenute responsabili di traffico di stupefacenti, estorsioni, ricettazione, detenzione di armi con l'aggravante mafiosa. Vi è stato un impegno corale di tutta la compagnia di Soverato. Già nel 2017 nella zona alta del Sovetarese - da Cardinale a Petrizzi e Chiaravalle - è nata la necessità di approfondire danni e rapine ai danni di piccoli imprenditori, anche agricoli, e si era creata una situazione di allarme e andando a indagare su questi casi - realizzati per recuperare armi - è emerso la posizione dei fratelli Fabiano dediti al traffico di stupefacenti e in contatto con sodalizi storici della criminalità organizzata del Reggino e del Vibonese, in particolare con Emanuele Mancuso, ed è emerso che avesse anche relazioni con cosche del territorio come Iozzo- Chiefari. Diversi sono stati gli arresti in flagranza di reato per droga ma anche armi. È stato trovato tritolo. L'investigazione ha fatto emergere un particolare attivismo delle giovani leve nello spaccio di droghe di vario genere".

Capomolla: "Indagine complessa, da cosca Iozzo-Chiefari stretto controllo del territorio"

A coordinare l'indagine, il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla che ha spiegato: "Le indagini hanno interessato alcuni territori strategici nel traffico di droga - dal Soveratese alle Preserre - è un'associazione che si è caratterizzata per il rapporto con esponenti di contesti 'ndranghetistici della Locride e della provincia di Vibo Valentia (cosca Mancuso). Ha un ruolo strategico nell'operatività, sono anello di collegamento fra Ionica e Tirrenica nel traffico di droga e armi. la cosca Iozzo- Chiefari esercitava un controllo stretto del territorio. I furti erano finalizzati al reperimento di armi, che poi venivano utilizzate nelle transizioni di droga. Quello che occorre sottolineare è che questa capacità dell'organizzazione di controllo del territorio consentiva l'esecuzione dei reati: conoscevano piste inconsuete, mettendosi così al sicuro dalle investigazioni. Da qui il valore svolto dai carabinieri sul campo, anche grazie a nuove tecniche di indagine".

In prima linea, Luigi Cipriano, capitano della compagnia di Soverato: "Abbiamo riscontrato una particolare ferocia di questi soggetti, che sceglievano le loro vittime con cura. Nei casi di furto sceglievano anziani, che potevano detenere armi, e nei confronti dei quali non avrebbero avuto remore ad aggressioni fisiche. Ma anche negli assuntori di droga, non solo le tradizionali ma anche nuove droghe sintetiche più economiche ma pericolosissime. Durante le perquisizioni sono state rinvenuti droga e 7mila euro".

Giulia Veltri

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