
Bologna – Sono stati assolti Andrea Crapella e Antonio Saladino, i due giovani lametini arrestati nel 2009 nell’ambito dell’operazione “Bad Boys”. La decisione dei giudici del Tribunale di Bologna, nel processo che è stato celebrato con rito ordinario, è arrivata oggi: Andrea Crapella e Antonio Saladino, accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (marijuana, hashish e cocaina), sono stati assolti.
In particolare i due, difesi il primo dagli avvocati Leopoldo Marchese e Luca Scaramuzzino e il secondo dall’avvocato Salvatore Cerra, sono stati assolti per il comma 1 dell’art.73, che riguarda la detenzione e spaccio di droghe pesanti come la cocaina, mentre per il comma 5 (detenzione e spaccio di droghe leggere) sono stati prosciolti per avvenuta prescrizione. I difensori avevano discusso chiedendo l’assooluzione per gli imputati poiché “non vi erano prove certe sulla scorta delle intercettazioni ambientali”. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 7 anni per Saladino e 6 anni per Crapella.
Entrambi erano stati arrestati nell’ottobre del 2009, insieme ad altre 16 persone, tutte di origine lametina, accusate a vario titolo ed in concorso tra loro di furto aggravato, tentata rapina e rapina ad uffici postali, detenzione e spaccio di stupefacenti nel periodo settembre-dicembre 2008. Nel corso delle indagini,
L’operazione, portata a termine dei carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme, chiamata con il nome in codice “Badboys”, era scaturita dalle indagini partite, da una rapina commessa nel settembre del 2008 ai danni dell’ufficio postale di Via Aldo Moro. Una indagine che dopo due anni portò alla luce un’organizzazione dedita al furto, alle rapine, allo spaccio di sostanze stupefacenti, di cui faceva parte Roberto Amendola il giovane di 23 anni ucciso la sera del 13 novembre del 2008 e che era attenzionato dai carabinieri. Intercettando le diverse conversazioni che il giovane Amendola intratteneva con altri a bordo della sua autovettura, gli uomini dell’Arma dei Carabinieri della compagnia di Lamezia avevano sgominato un’organizzazione criminale dedita alle rapine e allo smercio di sostanze stupefacenti. Otto le rapine scoperte all’epoca dai carabinieri, tra tentate e consumate, e 5kg di sostanze stupefacenti sequestrati, una pistola calibro 7.65 con matricola abrasa con relativo munizionamento, bombe carta ed inneschi vari.
Per Crapella e Saladino il processo fu spostato da Lamezia a Bologna poichè il giudice del Tribunale lametino aveva accolto le eccezioni presentate dai difensori dei due imputati, dichiarando la sua incompetenza territoriale, in quanto i reati contestati sarebbero stati commessi nel territorio di Bologna, e per questo il magistrato aveva deciso di trasmettere gli atti al Tribunale competente, quello di Bologna, appunto.
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