
Lamezia Terme - Gli investigatori hanno svelato almeno nove episodi di furti di medicinali e materiale farmaceutico: non solo Viagra e anabolizzanti, ma un po' di tutto veniva occultato dalle spedizioni delle case farmaceutiche e rimesso in circolo attraverso un sistema abusivo e illegale dalle tre persone - Luigi Strangis, Giovanni Butera e Antonio Bonsignore - che sono state poste ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta Blu express realizzata dalla Procura di Lamezia Terme.
I tre, con ruoli diversi, avrebbero messo in piedi un'associazione a delinquere che per anni avrebbe organizzato una sorta di attività di spaccio di farmaci. I medicinali venivano materialmente rubati - e sono nove gli episodi riferiti nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Emma Sonni - e poi rimessi sul mercato nero, a cui si rifornivano singoli ma anche farmacie di altri territori. In particolare ne vengono segnalate due: una della provincia di Catanzaro e un'altra in provincia di Reggio, che sistematicamente per ottenere un ingiusto profitto legato al minor prezzo di acquisto, invece di appoggiarsi alle case farmaceutiche bussavano alle porte dell'associazione il cui capo sarebbe stato Strangis, in qualità di corriere di alcune case farmaceutiche. I carichi di medicinali spesso erano diretti in un esercizio della provincia di Cosenza e un altro in quella di Salerno.
E il mercato dei medicinali era sterminato: dalla tachipirina all'oki, dal latte artificiale agli integratori, dalle pomate finanche ai pannoloni e alle traverse da letto, che sarebbero state sottratte all'Asp di Vibo. Nel corso delle indagini, inoltre, Strangis fu sottoposto a un controllo mentre era a bordo della sua autovettura, nella quale trasportava alcuni pacchi di medicinali. La pattuglia delle forze dell'ordine chiese conto di questo anomalo carico, ma Strangis non riuscì a dare alcuna giustificazione, né a fornire alcun documento di trasporto. Ecco perché i medicinali all'epoca furono sequestrati ma, nonostante ciò, proseguì nel suo traffico.
Un ruolo particolare lo ha nelle carte dell'inchiesta la farmacia Palmieri a Maida, posta ieri sotto sequestro: ebbene il titolare sarebbe stato sia parte lesa che in qualche modo protagonista del sistema illegale. Da un canto, infatti, la farmacia veniva sistematicamente svuotata di medicinali, attraverso anche ordinativi abusivi, senza che il titolare ne sapesse alcunché; dall'altro però secondo gli inquirenti il titolare avrebbe acquistato in nero alcuni farmaci che poi rivendeva nel suo esercizio.
G.V.
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