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Catanzaro - Il Tribunale della Libertà di Catanzaro, al termine dell’udienza del 7 luglio scorso, ha revocato la misura cautelare della custodia in carcere applicata a Michele Marinaro (difeso dagli Avvocati Aldo Ferraro ed Enzo Galeota) e coinvolto nell'operazione Brooklyn realizzata dalla Dda di Catanzaro, ipotizzando una serie di reati e abusi nell'esecuzione - tra gli altri - dei lavori sulla Statale 280 e sul ponte Morandi.

Dopo la discussione dei difensori e le conclusioni del pm Veronica Calcagno, il Tribunale si era riservato di decidere, ed ha ora stabilito la sostituzione della misura in carcere con quella degli arresti domiciliari. Tale decisione fa seguito a quella resa lo scorso 30 marzo dalla Sesta Sezione della Corte di Cassazione, che aveva infatti accolto il ricorso proposto dagli avvocati Ferraro e Galeota, annullando con rinvio l’ordinanza che era stata emessa dal Tribunale della Libertà di Catanzaro nel novembre dello scorso anno, disponendo che fosse celebrato un nuovo giudizio di riesame nei confronti di uno degli indagati “eccellenti” del procedimento penale avviato dalla Procura Distrettuale di Catanzaro, che ha ad oggetto l’accertamento di eventuali condizionamenti delle indagini condotte dalla Dia di Catanzaro nei confronti dei fratelli Sgromo siccome addebitabili al maresciallo Marinaro, nonché eventuali anomalie nei lavori di ristrutturazione del Ponte Morandi di Catanzaro. Il processo è intanto approdato alla fase dibattimentale, essendo in corso di celebrazione davanti al Tribunale di Catanzaro che il prossimo 15/09 dovrà ammettere le prove richieste dalle parti, ed iniziare con l’esame dei testimoni introdotti dal Pubblico Ministero.

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