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Lamezia Terme - L’hanno chiamata “Operazione Chimera”, come la creatura mitologica sconfitta da Bellerofonte che sfruttò il punto di forza dell’animale per distruggerlo così come Perseo aveva fatto con Medusa. Questione di nomi mitologici che s’incrociano con i nomi in codice delle operazioni condotte da magistratura e forze dell’ordine sul territorio lametino. L’ultima, in ordine di tempo, è quindi “Chimera”, l’inafferrabile. Come la sensazione di “potere” su una parte della città che la cosca dei Cerra-Torcasio-Gualtieri ora decapitata credeva, erroneamente, di aver ormai raggiunto dopo il vuoto lasciato dall’altra consorteria criminale, quella dei Giampà. A finire in manette 24 esponenti della cosca Cerra, Torcasio Gualtieri. “Ma non è finita qui” precisa nel suo dire il procuratore generale Vincenzo Antonio Lombardo. Un blitz che oltre al grande dispiegamento di uomini del Comando Provinciale e del Comando Compagnia dei Carabinieri ha visto la partecipazione, ciascuno per il proprio ordine di competenze, anche delle altre forze dell’ordine, ovvero Polizia e Guardia di Finanza così come ha tenuto a precisare, ricordare e ringraziare lo stesso Procuratore della Dda. Lombardo ha spiegato che l’attenzione su Lamezia non era certo scemata dopo l’arresto degli esponenti della cosca Giampà e che l’attenzione è sempre rimasta alta per capire le mosse delle altre consorterie criminali del territorio dopo il vuoto di potere lasciato dal clan Giampà. “Dopo quegli arresti - ha detto il Procuratore - si è notato come i danneggiamenti nei confronti dei commercianti continuavano lo stesso. Addirittura – ha rivelato il Procuratore della Dda catanzarese - c’è stato un periodo in cui si sarebbe creata una nuova alleanza tra i Torcasio ed i superstiti dei Giampà per il controllo delle zone Nicastro-Capizzaglie. Riunendo i vari tasselli abbiamo ricostruito l’operatività attuale di questa cosca e possiamo dire che gli ingredienti sono sempre gli stessi. Concludo sottolineando che, se sommiamo le varie operazioni condotte su Lamezia, i numeri prodotti sono spaventosi ma, ribadisco, ancora non abbiamo finito”.

Cantoni, Comandante provinciale Carabinieri Catanzaro: "34 casi d'estorsione accertate"

“L’ indagine è partita nel giugno scorso – ha poi spiegato il colonnello Ugo Cantoni, Comandate Provinciale dei Carabinieri – e si fonda su un quadro generale informativo consolidato nel tempo. E’ una conferma ed un approfondimento che ci permette di tagliare l’erba del giardino sempre più bassa. Stiamo parlando, in particolare - ha aggiunto il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro - di 34 casi di estorsione accertate. Ad una struttura solida abbiamo corrisposto un impegno significativo con un lavoro corale che ha visto il contributo di tutti e ha visto protagoniste tutte le componenti investigative a livello provinciale e locale”.

Bombardieri, procuratore aggiunto Dda: "Lavoro si basa su ricostruzione di tipo complessivo investigatori oltre che su pentiti"

Per il procuratore aggiunto della Dda Giovanni Bombardieri l’operazione odierna “fonda le proprie radici sul lavoro degli investigatori oltre che su dichiarazioni dei pentiti. Stiamo parlando di un lavoro di ricostruzione di tipo complessivo che ha consentito di scompaginare anche dall’interno tutta una serie di movimenti criminali”.

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Le estorsioni ai danni delle attività commerciali lametine avrebbero seguito la stessa “metodologia” di quelle emerse nelle precedenti indagini con, ad esempio, il prelievo di capi d’abbigliamento firmati o accessori senza pagare o con scontistica molto elevata.

Caci, Comandante reparto Operativo e Nucleo Investigativo: "Operazione trasmette serenità a commercianti"

“Quello che ci tengo a precisare – ha detto il maggiore Carlo Caci, comandante del reparto Operativo e del Nucleo Investigativo – è che tale operazione trasmette serenità agli imprenditori che possono così sapere di lavorare tranquillamente nel commercio perché a tutelarli ci sono i carabinieri”. Sull’operatività di Teresina Cerra, in particolare, il comandante Caci ha svelato che nella sua abitazione “questa mattina sono state trovate diverse migliaia di euro” mentre sugli appalti pubblici si tratta in realtà di lavori svolti “da ditte nella città di Lamezia che dovevano versare la relativa estorsione nelle casse della cosca”.

Vincelli, comandante carabinieri Lamezia: "Non è stato facile far parlare commercianti, ma poi ci hanno dato grande contributo"

In conclusione, il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Lamezia, Fabio Vincelli, ha spiegato come diverse tra le persone arrestate oggi siano in realtà “personaggi di bassa cultura anche nella metodologia. Noi siamo soddisfatti sia di questa operazione ma anche per aver dato una risposta ai commercianti lametini. Non è stato facile portare i commercianti a parlare, si sono avvicinati con difficoltà ma poi devo dire che ci hanno dato un grande contributo per questo risultato”.

Virna Ciriaco

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