
Lamezia Terme – Torna in libertà Pino Fazio, coinvolto nell’operazione Columbus scattata nel maggio del 2015 e che aveva scoperto un traffico di stupefacenti tra l’America e la Calabria. Il Tribunale collegiale di Palmi ha accolto l’istanza degli avvocati Leopoldo Marchese e Michelangelo Miceli, revocando la custodia cautelare a Fazio e rimettendolo in libertà.
Il processo a carico del 46enne si sta celebrando al Tribunale di Palmi con rito ordinario, e nella scorsa udienza il pubblico ministero della Dda di Reggio, Tedesco, ha formulato le richieste di condanna. Per Pino Fazio, la pena richiesta è stata di 3 anni ed è stata chiesta la riqualificazione del reato associativo in favoreggiamento. Tra gli altri imputati c’è anche il fratello Franco Fazio, candidato alle scorse elezioni amministrative a Lamezia nelle fila del Cdu, per il quale è stata richiesta la condanna a 18 anni di reclusione
“Columbus”, così hanno denominato questa operazione che ha coinvolto una quindicina di persone, tra queste anche lametini, fermate e arrestate tra la Calabria e New York nell'ambito dell'indagine della Polizia di Stato e dell'Fbi su un'organizzazione criminale legata alla ‘ndrangheta e alle famiglie mafiose americane. Una trentina, invece, gli indagati. I provvedimenti erano stati emessi dalla Dda di Reggio Calabria e dalla magistratura americana ed eseguiti dal Servizio centrale operativo (Sco) e dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, da Fbi e Homeland security. Secondo gli inquirenti, l’ex aspirante consigliere comunale, sarebbe stato il brooker di Gigliotti (ritenuto a capo dell'organizzazione) tra Italia e Stati Uniti con contatti con alcune cosche. Inoltre, a Fazio sarebbe stato affidato il compito di gestire le trattative con i narcos in Costa Rica gestendo anche una società di import-export quale migliore canale per gestire i presunti traffici illeciti. Sarebbe stato, quindi, una pedina fondamentale nello scacchiere del narcotraffico tra Usa, America Latina e ‘ndrine calabresi.
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