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Reggio Calabria - Polizia e Carabinieri hanno condotto un'operazione, denominata "Gallicò" - quartiere alla periferia nord di Reggio Calabria - per l'esecuzione di due ordinanze cautelari nei confronti di 18 persone - 16 in carcere, una agli arresti domiciliari ed un obbligo di presentazione alla pg - emesse dal gip su richiesta della Dda reggina. Nell'inchiesta coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri e dall'aggiunto Walter Ignazitto e condotta da Squadra mobile e carabinieri, sono contestati vari reati tra cui associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, detenzione illegale di armi e intestazione fittizia di beni.Gli indagati sono 40. I particolari dell'operazione condotta all'alba a Reggio Calabria sono forniti nel corso di una conferenza stampa nella Questura di Reggio Calabria alla presenza del procuratore della Repubblica di Reggio Giovanni Bombardieri, del procuratore aggiunto Walter Ignazitto e degli investigatori della Polizia e dei Carabinieri.

In relazione al controllo criminale dell’area, elementi significativi sono emersi anche dalle indagini condotte dalla Sezione Omicidi della Squadra Mobile a seguito dell’omicidio di Francesco Catalano, avvenuto il 14 febbraio 2019, in relazione al quale risultano attinti da misura cautelare due indagati. L’evento, per come ricostruito dalle indagini, si inserisce proprio nelle dinamiche che hanno caratterizzato - tra il 2017 ed il 2020 - il conflitto per il controllo criminale del quartiere Gallico di Reggio Calabria.

Giro di prestiti a tassi usurai durante il Covid

Sempre le indagini connesse all’omicidio Catalano hanno fatto emergere un giro di prestito di denaro a tassi usurai, per il quale risultano attinti da misura cautelare 5 soggetti. Alcune delle vittime, titolari di esercizi commerciali, avevano fatto ricorso agli indagati per far fronte alle difficoltà finanziarie connesse alla pandemia da Covid-19 e relativo lockdown. Tra le estorsioni contestate agli indagati figurano quelle ai danni dei responsabili di un supermercato del quartiere Gallico, affiliato ad un noto marchio, con l’imposizione di plurime assunzioni prima e successivamente della promozione della moglie di uno degli indagati. Ancora sotto il profilo del condizionamento delle attività economiche attraverso condotte estorsive sono emerse infiltrazioni nel settore della panificazione attraverso l’imposizione a rifornirsi di farina da un determinato rivenditore ovvero l’impedimento ad un negozio di frutta di commercializzare il pane per evitare di fare concorrenza al panificio di un indagato. Ancora è emerso l’imposizione ad una impresa edile di affidare la posa del ferro ad una impresa segnalata da un indagato. Le indagini hanno anche dimostrato che il gruppo oggetto di investigazione ha avuto la disponibilità di numerose armi, alcune delle quali oggetto di sequestro da parte dei militari dell’Arma dei Carabinieri. Contestualmente ai provvedimenti restrittivi personali, il GIP ha disposto il sequestro preventivo di 4 società, tutte con sede a Reggio, fittiziamente intestate a terzi, ma di fatto nella piena disponibilità degli indagati.

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