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Cosenza - Peculato, falsità materiale ed ideologica commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici, abuso d’ufficio, favoreggiamento personale. Per questi reati i carabinieri hanno arrestato due persone: il sindaco di Guardia Piemontese, Vincenzo Rocchetti ed il dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune. Per entrambi è stata disposta la custodia cautelare in carcere a seguito delle indagini effettuate dai militari della Compagnia Carabinieri di Paola, coordinate dal Procuratore Pierpaolo Bruni, aventi ad oggetto la gestione delle procedure di assegnazione di un’abitazione di edilizia popolare. In particolare il Sindaco ed il funzionario si sono resi responsabili, tra l’altro, di condotte di falso strumentali all’assegnazione indebita di alloggi popolari.

Inoltre, i due avrebbero attinto a risorse pubbliche appostate alla voce di bilancio dell’Ente destinata a “Spese per opere pubbliche finanziate dalle concessioni edilizie” per pagare la bonifica di locali comunali che erano oggetto di intercettazioni ambientali disposte dalla Procura della Repubblica di Paola. Nel procedimento penale in esame risultano indagate altri soggetti, sulle cui generalità l’Ufficio di Procura mantiene il più stretto riserbo.

I dettagli dell’operazione “Domus” sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta alla Procura della Repubblica di Paola, a cui hanno presenziato il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catanzaro, Otello Lupacchini, il Procuratore della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni, il Colonnello Raffaele Giovinazzo ed il Capitano Giordano Tognoni. 

Procuratore Bruni: "Creato danno contro chi aveva diritto a quell'assegnazione"

"Si tratta di un'indagine che ha fatto emergere la violazione delle norme afferenti l'assegnazione di case popolari, peraltro con conseguente danno per coloro i quali avevano diritto a quell'assegnazione". Lo ha detto Pierpaolo Bruni, Procuratore di Paola, nel corso della conferenza stampa seguita all'arresto di Vincenzo Rocchetti, sindaco di Guardia Piemontese, arrestato assieme ad un funzionario comunale, Giuseppe Caruso.

"Sono state anche usate risorse pubbliche per pagare il prezzo di una bonifica di locali comunali dove avevamo installato apparecchiature per intercettazioni ambientali - ha detto Bruni - ed evidentemente le apparecchiature erano state scoperte". "Abbiamo un gruppo di lavoro creato ad hoc - ha concluso Bruni - che si occupa proprio di reati contro la pubblica amministrazione".

Procuratore generale Lupacchini: "Momento negativo nel sistema della prevenzione" 

"Ogni operazione coordinata dalla magistratura che perviene ad esiti come quello di oggi, cioè l'arresto di un sindaco e di un dirigente comunale, evidentemente segna un momento negativo del sistema della prevenzione". Lo ha detto il Procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini, incontrando i giornalisti per tutti i dettagli sull'operazione "Domus".

"Quello di oggi, inoltre - ha aggiunto Lupacchini - non è un successo della magistratura, che si limita a certificare l'insuccesso della prevenzione. E rappresenta un punto di partenza, e non di arrivo, perché da questo momento dovranno essere raccolte le prove nel contraddittorio per stabilire se si debba o meno punire gli indagati".

L'indagine che ha portato all'arresto di Rocchetti e Caruso riguarda, in particolare, la gestione delle procedure di assegnazione di abitazioni di edilizia popolare. "In questa fase iniziale - ha detto il Procuratore della Repubblica di Paola, Pier Paolo Bruni - stiamo ricostruendo l'esistenza di fatti di reato che approfondiremo ancora meglio, anche se alcuni punti fermi sono stati già messi. Ci sono tutte una serie di condotte di falso nella rappresentazione di fatti su richiesta della polizia giudiziaria su delega della procura".

Nell'indagine dei carabinieri, che si protraeva da un anno, é coinvolta una terza persona per la quale erano stati chiesti gli arresti domiciliari. Lo stesso indagato é al momento ricoverato in una struttura ospedaliera e per questo si è deciso di non chiedere nei suoi confronti, per il momento, la misura cautelare.

Microspie in Comune tolte con fondi pubblici

Avrebbero utilizzato risorse pubbliche per "bonificare" gli uffici del Comune di Guardia Piemontese dalle microspie che erano state installate dalla Procura della Repubblica di Paola. É una delle contestazioni che vengono mosse al sindaco Vincenzo Rocchetti, ed al dirigente dell'Ufficio tecnico dello stesso ente, Giuseppe Caruso nell'ambito dell'inchiesta che ha portato al loro arresto. Il particolare é stato riferito nel corso di una conferenza stampa dove sono stati dati tutti i dettagli sull'operazione.

Per "bonificare" gli uffici comunali, é stato riferito nel corso della conferenza stampa, gli indagati avrebbero attinto a risorse pubbliche inserite nella voce di bilancio destinata a "Spese per opere pubbliche finanziate dalle concessioni edilizie". Un'operazione che é costata 1.600 euro.

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