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Lamezia Terme - Alla vigilia della seconda udienza di rito abbreviato davanti ai giudici del Tribunale di Salerno in programma per oggi, arriva la decisione del Consiglio superiore della magistratura di mantenere in servizio il giudice Marco Petrini, indagato con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'operazione "Genesi", attualmente ai domiciliari in una struttura religiosa di Decollatura. A sollecitare il provvedimento disciplinare più grave nei confronti di Petrini era stato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ma il 13 luglio scorso, durante l'udienza a Roma, il legale del giudice si è opposto anche di fronte alla richiesta del Procuratore Generale presso la Corte di cassazione che ha insistito per la revoca. Il Consiglio Superiore della Magistratura, sezione disciplinare (presieduta da Davide Ermini) ha rigettato la richiesta del ministro e ha sospeso il procedimento disciplinare in relazione agli illeciti disciplinari, a causa della misura cautelare . Resta confermata, invece, la sospensione dalla carica, così come deciso dallo stesso Csm all’indomani dell’arresto.

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