
Roma - Marco Petrini, il magistrato coinvolto nell'inchiesta Genesi con l'accusa di corruzione di atti giudiziari, resta agli arresti domiciliari all'interno della struttura religiosa di Decollatura. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Dda di Salerno contro il provvedimento di annullamento del Tribunale della Libertà di fine maggio: per i magistrati di Salerno, chiamati a decidere sull'istanza di scarcerazione del giudice Petrini, non c'era l'inquinamento probatorio ipotizzato da inquirenti e Gip e che aveva determinato il ritorno in carcere del giudice della Corte d'appello di Catanzaro. Per pm e giudice dell'indagine preliminare, invece, Petrini doveva tornare dietro le sbarre perché avrebbe rilasciato confessioni non veritiere.
La decisione della Cassazione è giunta dopo l'udienza di ieri in cui Francesco Calderaro e Agostino De Caro, avvocati di Petrini, hanno chiesto l'inammissibilità del ricorso presentato dalla Dda di Salerno. Rigetto richiesto anche dalla Procura generale che non aveva condiviso la ricostruzione dell'accusa campana.
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