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Lamezia Terme -  Riceviamo e pubblichiamo la replica dell’ex sindaco di Nocera Terinese Rocca: "Avrete senz’altro letto che la Corte dei Conti, pochi giorni fa, mi ha condannato al pagamento di 25mila euro per un presunto danno erariale che avrei provocato ai danni del nostro Comune. Premesso che si tratta di una sentenza di primo grado, verso cui presenterò immediatamente appello, ci tengo a informarvi su come siano andati davvero i fatti facendo, però, una seconda, importante premessa. La procura di Lamezia Terme ha già indagato sul mio conto per quanto riguarda l’inchiesta “Golden Junk”, e sono stato completamente prosciolto. Al contrario, l’imprenditore oggetto d’indagine è stato condannato, nel processo col rito abbreviato, a 1 anno e 8 mesi, mentre l’ex sindaco Ferlaino è stato rinviato a giudizio ed è attualmente sotto processo con rito ordinario. Detto ciò, e visto che i giudici contabili hanno comunque emesso una condanna, sia pur di primo grado, mi sembra doveroso spiegare alla comunità come sono andati realmente i fatti.

Non appena mi sono insediato come sindaco, mi sono ritrovato ad affrontare un’emergenza rifiuti di enormi dimensioni. Ricorderete che Nocera (così come tutta la Calabria) era completamente invasa da sacchi d’immondizia perché la raccolta porta a porta, che poi la mia giunta ha realizzato, non c’era ancora. In quel momento era mio dovere, anche per evitare incriminazioni giudiziarie e compromettere la salute pubblica, rimuovere i rifiuti il prima possibile. E visto che poco prima del mio insediamento, nel maggio del 2012, il responsabile del servizio aveva accertato, attraverso opportuni preventivi, che la ditta Vescio Trasporti era quella che offriva il servizio meno caro, ho immediatamente ordinato ad essa la rimozione della spazzatura. Va anche detto che, essendo tutta la Calabria in piena emergenza rifiuti, le altre ditte avevano tutti i mezzi impegnati nelle altre località.

Era mio dovere farlo e l’ho fatto senza pentimenti. Dopo solo pochi mesi il responsabile del servizio, su mie sollecitazioni, ha provveduto a privarsi del servizio della ditta Vescio. Anche perché, subito dopo l’apertura dell’inchiesta, mi sono premurato immediatamente di effettuare controlli sui vecchi incarichi assegnati da Ferlaino alla stessa impresa. Tutto ciò di cui sono venuto a conoscenza è stato da me riferito, punto per punto, documenti alla mano, agli inquirenti.

Alla fine delle indagini, come detto, i giudici mi hanno prosciolto da ogni accusa, al contrario di quanto deciso nei confronti di Vescio e Ferlaino. La decisione della Corte dei Conti, dunque, lo dico con il massimo rispetto, pur contestandomi solo una “colpa” e non il “dolo”, dunque senza accusarmi di aver agito volontariamente per provocare il presunto danno erariale, mi appare incomprensibile. Sono certo, perciò, che in appello non potrà che esserci un’assoluzione piena sul mio conto. Questo perché, ne sono altrettanto certo, non solo non ho provocato nessun danno erariale al Comune e alla nostra comunità, ma ho agito sempre, e anche in questo caso, per far risparmiare i nostri cittadini.

È anche doveroso sottolineare che la ditta Vescio, in merito a molti pagamenti che mi sono rifiutato di onorare, così come da me esposto agli inquirenti, ha presentato un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune. Ma ho ritenuto necessario, di fronte a situazioni contabili poco chiare, oppormi al decreto ingiuntivo ed evitare di far pagare alla comunità soldi non dovuti. Quanto alla contestazione che il Comune si sarebbe dovuto servire della Multiservizi di cui era socio, ciò risponde al vero fino al febbraio del 2007 (io non ero né assessore né consigliere comunale), momento in cui l’allora sindaco Ferlaino rinunciò alla Multiservizi per deliberare che la raccolta dei rifiuti sarebbe stata svolta in forma autonoma dal Comune. Dunque, quando nel 2012 mi sono insediato come primo cittadino, non solo il Comune si era già privato della collaborazione della Multiservizi da anni, ma fra essa e lo stesso Comune era in atto un contenzioso”.

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