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Firenze - Una presunta organizzazione dedita al traffico internazionale di cocaina è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Firenze nell'ambito di un'inchiesta che ha portato all'adozione di 16 misure di custodia cautelare in corso di esecuzione nelle province di Reggio Calabria, Bologna, Alessandria, Palermo, Modena, Parma, Genova, Milano e Pavia.

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Destinatari dei provvedimenti, spiegano le Fiamme gialle in una nota, "soggetti, prevalentemente di origine calabrese, collegati alle 'ndrine' degli Avignone e dei Paviglianiti, rispettivamente di Taurianova e di San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria". L'ipotesi di reato contestata è quella di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, con l'aggravante del fine di agevolare associazioni mafiose. Nel corso delle indagini, condotte dal Gico della Gdf fiorentina e coordinate dalla Dda del capoluogo toscano, sequestrati 280 chili di cocaina purissima per un valore di oltre 43 milioni di euro.

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Era un'organizzazione specializzata nell'importazione di cocaina dal Sudamerica, grazie a una fitta rete di contatti con trafficanti locali, quella scoperta dalla Guardia di finanza di Firenze che ha eseguito 16 misure di custodia cautelare nei confronti di soggetti "collegati" alle 'ndrine' degli Avignone e dei Paviglianiti. Complessivamente sono 28 gli indagati. La droga, secondo quanto spiegato nel corso di una conferenza stampa, arrivava in Italia via mare, nascosta in doppifondi ricavati in container con carichi di copertura, spesso banane, e all'interno di blocchi di marmo. Le rotte predilette partivano dai porti di Callao in Perù e di Guayaquil in Ecuador, per transitare poi da Panama o Santo Domingo dove i container erano imbarcati su altre navi dirette a Genova e Gioia Tauro (Reggio Calabria). Tra le basi operative dell'organizzazione in Italia, un'abitazione in provincia di Modena, un'autocarrozzeria in provincia di Bologna e una ditta di Alessandria.

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In base a quanto spiegato dalle fiamme gialle le indagini, coordinate dal pm della Dda fiorentina Ettore Squillace Greco, sono state avviate come sviluppo dell'operazione 'Lupicera', conclusasi nel 2013 con l'arresto di 13 persone legate alla 'ndrina dei Facchineri di Cittanova (Reggio Calabria), operante nella zona di Altopascio (Lucca), risultate in affari con esponenti della famiglia Avignone. Il nuovo filone, chiamato 'Operazione Gufo', è partito dalla scoperta di un giro di cocaina in Lucchesia, che sarebbe stata fornita da esponenti della famiglia Avignone. Le indagini, a cui hanno collaborato la Direzione centrale per i servizi antidroga e lo Scico, hanno portato anche al sequestro di beni per un valore di 2 milioni di euro, tra 5 fabbricati in Liguria, Emilia Romagna e Calabria, una società, due ditte individuali, 5 auto di lusso e una moto.

"Abbiamo neutralizzato un'organizzazione importante che aveva un giro di affari milionario e muoveva ingenti quantitativi di stupefacente dal Sudamerica". Così il procuratore capo di Firenze e della Dda Toscana, Giuseppe Creazzo, commentando l'operazione della Guardia di Finanza che oggi ha portato all'esecuzione di 16 misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti "collegati" alle 'ndrine' degli Avignone e dei Paviglianiti. Il gruppo criminale, ha spiegato Creazzo, gestiva direttamente il traffico di droga "occupandosi delle trattative in loco, della spedizione e della distribuzione in diverse regioni del Nord Italia". Nel corso dell'inchiesta sono stati sequestrati 280 chilogrammi di cocaina: "E' probabile che l'organizzazione operasse già da tempo - ha precisato Creazzo - e che quindi non tutta la droga importata sia stata sequestrata".

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