Salta al contenuto principale

toga-processo-online_21dc4_64175_2fbaf_e18f9_b6472_09f60.jpg

Catanzaro - La Corte di Appello di Catanzaro, Prima Sezione Penale, in accoglimento di istanza difensiva dell’avvocato Antonio Larussa del Foro di Lamezia Terme, difensore dell’imprenditore di Maida, Giovanni Giardino, ha ordinato la restituzione di alcuni beni oggetto di sequestro e confisca nell’ambito dell’Operazione "Imponimento", intestati a lui ed alla moglie Patricia Ciliberto. In particolare, la Corte di Appello di Appello di Catanzaro, in aderenza alla richieste dell’Avv. Larussa, nel provvedimento di restituzione dava atto che “All'esito del giudizio di primo grado il GUP presso il Tribunale di Catanzaro ha condannato il predetto imputato alla pena di anni undici di reclusione, disponendo la confisca di 1/3 del compendio aziendale della "Magg. Service S.r.l.", con sede in Maida, esercente l'attività di riparazione e manutenzione di altre macchine speciali nca, nella titolarità di Ciliberto Patricia", nel quale rientrano anche altri beni come un autoveicolo.

Nel provvedimento si precisa anche che con sentenza del 23 settembre, la Corte ha assolto Giardino Giovanni dai reato associativo, nonché da quello di intestazione fittizia aggravata ex art. 416 bis c.p., con conseguente "revoca della confisca disposta con la sentenza impugnata”.  Pertanto, ha disposto la restituzione, a cura della P.G. che ha operato il sequestro, delle quote societarie della Società Magg. Service S.r.l., nonché dell'autoveicolo ad uso speciale. Con altro provvedimento, sempre a seguito di istanza difensiva, disponendo il non luogo a provvedere, la Prima Sezione Penale della Corte di Appello di Catanzaro, precisava come, in relazione ad altri beni del Giardino e della moglie, il compendio aziendale ossia l’Hotel Ulisse ristorazione Nausica dal 1972 di Giardino Giovanni in Maida e dei relativi compendi aziendali e le quote societarie della "Ulisse s.r.l." e dei compendi aziendali, tra i quali 17 autocarri puntualmente indicati nell'istanza, nella titolarità di Ciliberto Patricia, restituiti con provvedimento del Tribunale del Riesame di Catanzaro nel 2020, fossero sempre nella disponibilità del Giardino Giovanni e della moglie Ciliberto Patricia in quanto mai stati sottoposti, nel primo grado di giudizio dinnanzi al GUP di Catanzaro, a misura patrimoniale.

Affermando come “all'esito del giudizio di primo grado il GUP presso il Tribunale di Catanzaro nulla disponeva in ordine alla confisca dei predetti beni, risultando gli stessi già dissequestrati, giusta ordinanza del Tribunale del Riesame”. E pertanto concludeva come “Conformemente, la Corte di Appello di Catanzaro all'esito del giudizio di appello pur assolvendo l'imputato Giardino Giovanni dai reati di cui ai capi 1) e 39), nulla disponeva in ordine alla revoca della confisca e alla restituzione dei predetti beni agli aventi diritto, non risultando gli stessi ancora sottoposti a misura patrimoniale”. Pertanto, si rilevava come anche tali beni ad oggi sono nella disponibilità di Giardino e della moglie che rientrano, a pieno titolo, nel possesso del compendio aziendale, oggetto di sequestro patrimoniale dell’Operazione "Imponimento".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.