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Catanzaro - Tra gli interessi della cosca Arena scoperti e smantellati nell’ambito dell’operazione denominata Jonny condotta da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza e che ha coinvolto 68 persone, anche quelli nel settore della raccolta delle scommesse on line e del noleggio degli apparecchi da intrattenimento, nella città di Crotone e nel suo hinterland. L’inchiesta ha permesso di provare così come la potente famiglia di ‘ndrangheta ha acquisito e mantenuto, avvalendosi del potere di intimidazione, una “posizione dominante” nel settore, conseguendo enormi profitti attraverso l’alterazione degli equilibri concorrenziali che ha determinato la concentrazione della raccolta del gioco nelle mani del crimine organizzato, precludendo l’accesso ad altri operatori commerciali. L’indagine delle Fiamme Gialle ha accertato che la società bookmaker Centurion bet ltd, attiva nel settore delle scommesse, operativa in Italia con oltre 500 agenzie e ramificata in tutto il mondo, ha messo a disposizione, per il tramite del barese Francesco Martiradonna, i propri circuiti di gioco on line, alla società Kroton Games, operante nella provincia di Crotone ed espressione commerciale della cosca Arena, determinando volumi di fatturato, sottratti al fisco, per decine di milioni di euro.

Le indagini, in particolare, espletate dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Crotone hanno permesso di appurare che la cosca Arena ha sancito un “accordo trasversale” con i referenti apicali di altre fazioni criminali, diretto al controllo totale del settore economico del gaming con il fine di precludere, ad altri competitor commerciali, la possibilità di operare nel medesimo comparto. Infatti, in forza di un accordo concluso da Pasquale Arena, con i pluripregiudicati referenti delle fazioni crotonesi di ‘ndrangheta tra cui, Salvatore Sarcone e Salvatore Foschini, in cambio di una percentuale prefissata, calcolata sul volume del gioco raccolto, hanno collaborato con la cosca Arena, per l’acquisizione e la gestione di agenzie di gioco, ottenute con la forza di intimidazione derivante dalla fama criminale del sodalizio.  

Tali accordi hanno determinato l’instaurazione di un oligopolio criminale che ha, irrimediabilmente, alterato gli equilibri concorrenziali del mercato, sottoponendolo, ad una rigida gestione delinquenziale. L’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore del gaming è avvenuta attraverso una società di copertura, utilizzata dalla cosca Arena: la società “Kroton Games 2000 s.a.s.” attiva nel settore del noleggio dei giochi e della raccolta delle scommesse, che ha costituito, lo “strumento operativo” attraverso cui l’organizzazione criminale ha agito. La società, espressione commerciale del potere della ’ndrangheta, si è avvalsa per il perseguimento dei fini sociali, della strategica collaborazione di Francesco Martiradonna, il quale, in qualità di concorrente esterno dell’associazione mafiosa, ha operato in Italia attraverso la società centurion bet ltd a quest’ultimo riconducibile.

Nel gaming, profitti per oltre un milione di euro

In particolare la certosina attività d’indagine espletata dai Finanzieri della Compagnia ha permesso di appurare le recondite connessioni intercorrenti tra la Kroton Games 2000 e la Centurion Bet Ltd che per il tramite di Martiradonna ha fornito alla fazione criminale supporto logistico, tecnico, contabile e gestionale. Inoltre, le indagini finanziarie espletate e l’approfondimento delle operazioni sospette condotte dai Finanzieri con i poteri della polizia valutaria hanno evidenziato un intricato intreccio delinquenziale architettato dalla criminalità organizzata, nel settore del gaming, che ha determinato movimentazioni finanziarie per decine di milioni di euro, producendo un profitto netto, per la cosca di ‘ndrangheta Arena, di 1.300.000 euro, in un lasso temporale compreso tra luglio 2013 e febbraio 2015.

Le attività svolte dai Finanzieri della Compagnia di Crotone hanno portato all’emissione di 10 dei provvedimenti di fermo di indiziato di delitto complessivamente eseguiti ed al sequestro penale dei seguenti beni, pertinenziali ai reati contestati, in quanto strumentali al compimento degli stessi o corpo del reato: 1 complesso aziendale, operante nel settore dei giochi e delle scommesse, avente sede in Crotone (KR); 2 autovetture di lusso: Audi A6 ed Audi A8; 1 attività commerciale esercente Bar; 4 beni immobili, fabbricati, siti in Crotone (KR).

Beni sequestrati per un valore complessivo pari a 12 milioni di euro

Contestualmente alle indagini esperite i Finanzieri hanno provveduto a sviluppare approfonditi accertamenti di natura patrimoniale, al fine di riscontrare accumulazioni di beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, sintomatici dell’utilizzo di risorse finanziarie illecite riconducibili ai reati contestati. L’esito degli stessi ha permesso di individuare un ingente patrimonio finanziario ed immobiliare sottoposto a sequestro preventivo, in ottica di confisca, di seguito indicato:  12 beni immobili, fabbricati, siti in Crotone (KR), Isola di capo Rizzuto (KR) e Castelnovo Ne’ monti (Reggio Emilia);  6 autovetture;  4 motocicli; 20 polizze assicurative sulla vita; 07 conti di gioco; Molteplici quote societarie relative ad imprese attive in Crotone ed Isola di Capo Rizzuto ed operanti nel settore dei giochi e delle scommesse, dei servizi informatici, delle assicurazioni e dei servizi di pulizie; Oltre 50 conti correnti; Oltre 50 conti deposito e risparmio; Numerose cassette di sicurezza. L’ingente mole di beni finanziari e patrimoniali sequestrati dai Finanzieri ammonta ad un valore complessivo pari a 12.000.000 di euro.

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