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Catanzaro - "Abbiamo fornito tutti gli elementi a discarico della posizione di Oliverio. Secondo noi la pubblica accusa, rappresentata da tre magistrati, ha replicato malamente alle nostre posizioni e siamo fiduciosi che ci sarà un accoglimento del nostro ricorso. La procura non ha depositato nuovi elementi ma si è basata su ciò che era contenuto nell'ordinanza". Poche e stringate le dichiarazioni rilasciate dall'avvocato Enzo Belvedere al termine dell'udienza del tribunale del Riesame che oggi ha discusso la richiesta di revoca dell'obbligo di dimora disposto nei confronti del presidente della Regione, Mario OLiverio, nell'ambito di un'inchiesta della Dda del capoluogo su presunti appalti "pilotati".Oliverio e' accusato di abuso d'ufficio e oggi ha assistito all'udienza, durata oltre due ore, dopo che lo scorso 20 dicembre era stato ascoltato dal gip nel corso dell'interrogatorio di garanzia. Il presidente della Regione ha sempre contrastato le accuse che gli sono state mosse, fino a definirle "infamanti" ed ha deciso di intraprendere lo sciopero della fame come forma di protesta.Il tribunale del Riesame dovrebbe decidere entro il 29 dicembre.

B. M.

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La difesa: “Per un abuso di ufficio hanno partecipato ben tre procuratori della Repubblica”

"Non poco stupore ha suscitato in me e negli astanti il fatto che per resistere alle ragioni di un semplice abuso di ufficio abbiano addirittura partecipato ben tre procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, sostenendo ognuno a lungo le proprie ragioni, sovente uguali a quelle rese da chi era stato il primo ad intervenire". Questo si legge in una nota diffusa oggi dall'avvocato Vincenzo Belvedere, legale del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. Nota diffusa dopo l'udienza del Tribunale del Riesame, e alla quale si riferisce. "Ho chiesto che al verbale di udienza fosse allegata la mia dichiarazione di sbigottimento per l'accaduto, posto che tale è "cortesia" riservata esclusivamente al presidente di una Regione - si legge nella nota - e che mai ad alcuno è capitato di assistere ad analogo "spiegamento di forze" per una ipotesi di abuso di ufficio semplice. Ce ne faremo una ragione! Siamo fiduciosi che il Riesame intenda quali sono state le ragioni che hanno mosso l'agire politico (nel senso aristotelico) del Presidente, che sono di esclusivo fine pubblico e non per avvantaggiar taluno o penalizzar tal altro. L'opera in parola è stata realizzata - si legge nella nota, in riferimento alla funivia di Lorica – non è una "landa desolata", come la pessima definizione data all'operazione vorrebbe far intendere, tutto un territorio si avvantaggia del rifacimento di un obsoleto impianto di risalita e delle opere ad esso complementari. Melius re perpensa, la Procura, sulla base dei medesimi fatti, quelli dell'assurda ipotesi di aver richiesto il rallentamento dei lavori di Piazza Bilotti in Cosenza, ha notificato al Governatore un'informazione di garanzia per il reato di corruzione di cui all'art. 319 c.p., - riporta ancora il comunicato - in quanto avrebbe agito "per un mero tornaconto politico". Quando mai destituita di fondamento questa ipotesi! Nessuna novità e nessun aggravamento di posizione, quindi! Anzi, correzioni improbabili (in corso d'opera) di tiro accusatorio, che denotano l’abilità indiziarie evidenti".

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