
Reggio Calabria - Il Giudice dell'udienza preliminare di Reggio Calabria, con sentenza pronunciata nella tarda serata di ieri nell’ambito del processo “Mandamento Ionico”, si è definitivamente conclusa la vicenda che aveva coinvolto anche l’imprenditore lametino Mario D’Auria – titolare della D’Auria Costruzioni srl. Mario D'Auria è stato assolto con formula ampia, per non aver commesso i fatti a lui contestati. Il pronunciamento ha confermato quanto sostenuto nel corso delle discussioni difensive dai legali di fiducia dell’imprenditore lametino, (gli avvocati Francesco Gambardella e Nico D’Ascola) che hanno sostenuto “la totale estraneità dell'imprenditore Mario D'Auria rispetto ai fatti a lui contestati nei capi di imputazione”.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, aveva ricostruito gerarchie e organigrammi di 23 'ndrine (ricomprese nel "mandamento" Ionico della Calabria) e individuato nuove cariche e strutture tra loro ordinate gerarchicamente di cui la 'ndrangheta si è dotata negli ultimi anni.
La sentenza
Il processo per gli imputati si è concluso con 33 condanne, a pene varianti tra i 20 ed i quattro anni di reclusione, e sei assoluzioni davanti al Gup distrettuale di Reggio Calabria, Filippo Aragona. Gli indagati dell'inchiesta, che risale al 2016, erano, complessivamente, 70 iritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa e di una serie di presunti illeciti nell'aggiudicazione di gare pubbliche ed appalti, utilizzati, secondo l'accusa, col metodo mafioso. Una parte ha chiesto di essere processato con rito abbreviato, mentre gli altri hanno optato per il rito ordinario. Gli imputati assolti oltre all'imprenditore Mario D'Auria, sono, Vincenzo Mastroianni, Leonardo Dellavilla, Pasquale Deieni, Giuseppe Elia e Salvatore Vavalà.
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