Salta al contenuto principale

Cafiero-De-Raho_OK.jpg

Reggio Calabria -"Sono stati colpiti i vertici di tutte le famiglie più importanti, tutti i vertici delle famiglie della 'ndrangheta del mandamento ionico. Non abbiamo manovalanza". Lo ha detto il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, incontrando i giornalisti, stamane, per illustrare i dettagli dell'operazione "Mandamento ionico", eseguita stamane dai Carabinieri del Ros, supportati dai loro colleghi del comando provinciale, con l'esecuzione di 116 ordinanze di fermo a carico di esponenti delle cosche di 'ndrangheta della fascia ionica reggina. "Abbiamo colpito - ha detto il generale Giuseppe Governale, comandante del Ros - il cuore pulsante della 'ndrangheta a livello nazionale e internazionale. Il cuore della 'ndrangheta - ha spiegato - che governa una vera e propria holding".

"Non è una semplice retata ed i fermati appartengono massimamente al 'mandamento' ionico, storicamente il più forte e organizzato di tutta la ndrangheta". Così il procuratore capo della Dda di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, ha commentato il decreto di fermo emesso a carico di esponenti e gregari dei locali di 'ndrangheta di tutta la Ionica reggina e le loro relazioni. "Un massivo e asfissiante controllo del territorio - ha sottolineato de Raho - con l'espletamento di tutte le attività tipiche della ndrangheta: estorsioni, truffe, armi, infiltrazioni delle pubbliche amministrazioni. In circa tremila pagine i carabinieri del Ros e del Comando provinciale hanno ricostruito il sistema complesso dei riti della 'ndrangheta, le tecniche di infiltrazione nei pubblici appalti, che non si fermano solo sulle attività dei comuni, ma anche della Provincia, del Provveditorato alle Opere Pubbliche, dell'Anas, delle Ferrovie, riuscendo a condizionare le imprese appaltatrici con richieste estorsive, la cessione di quote di appalti, la fornitura dei materiali edili, le assunzioni nei cantieri, le guardianie abusive". Cafiero de Raho, inoltre, ha parlato di "rapide sostituzioni delle gerarchie nei vari locali di 'ndrangheta, una ristrutturazione sottoposta ad un vero e proprio percorso iniziatico sulle 'cariche' da affidare ai nuovi capi locale i quali, comunque, devono muoversi in sintonia con le strategie del 'mandamento', pena gravissime ripercussioni, sino alla morte".

Il Procuratore già stamane, commentando l'operazione aveva sottolineato come "Nel 2017 assistiamo a forme di schiavizzazione e di controllo del territorio tali che diventa persino difficile credere che possano essere attuati", aggiungendo che questa operazione "riguarda la pressione esercitata dalla 'ndrine per accaparrarsi tutti i lavori. Dove non riuscivano ad averli si infiltravano con subappalti a ditte di mano d'opera o di nolo a caldo e a freddo. E tutto senza che venisse data comunicazione agli organi competenti. E' successo anche per i lavori al palazzo di giustizia di Locri. Le cosche esercitano una pressione tale che i controlli, se non svolti direttamente sul cantiere, non sarebbero in grado di rilevare le infiltrazioni. In un caso, alcuni imprenditori impegnanti in lavori sulla statale 106 che si rifiutavano di pagare una mazzetta da 80 mila euro, sono stati prelevati e portati al cospetto degli 'ndranghetisti e poi costretti ad andare a prendere il denaro. E' un sistema che impone la pressione estorsiva o sotto forma di denaro o con le infiltrazioni negli appalti".

Comandante Ros Governale: lo Stato ha cominciato a macinare importanti risultati

"Abbiamo messo in campo come Arma dei carabinieri - ha detto il comandante del Ros, gen. Giuseppe Governale - oltre mille uomini di provata esperienza riuscendo a comporre un mosaico indiziario di assoluta importanza probatoria". Governale ha definito la 'ndrangheta della Locride come "il cuore pulsante della 'ndrangheta mondiale, dall'Australia al Canada; dalla provincia di Reggio al nord del Paese ed al cuore dell'Europa. La ‘ndrangheta ha finora goduto di lunghi periodi di tranquillità che ne ha fatto la forza criminale più efficiente del Paese, ma il fatto che abbiamo fermato il 98% dei destinatari del provvedimento di fermo, vuol dire che lo Stato ha cominciato a macinare importanti risultati".

Comandante provinciale carabinieri Scafuri: ricostruiti meccanismi organizzativi del 'mandamento ionico'

"Intervenivano in ogni attività lavorativa - ha detto il comandante provinciale dei carabinieri col. Giancarlo Scafuri - come nel caso del nuovo Palazzo di Giustizia di Locri, vicinissimo alla sede del gruppo speciale di stanza a Locri. E quando non riuscivano a sottrarre i lavori alle ditte assegnatarie degli appalti, le cosche imponevano senza contratto imprese di loro assoluta fedeltà. Con questi fermi siano riusciti a ricostruire in buona parte i meccanismi organizzativi del 'mandamento ionico', gli interessi e i ruoli di famiglie storiche di 'ndrangheta come i Nirta, i Pelle, i Cataldo, i Cordì, gli Armocida, gli Zucco, rimettendo in sesto un mosaico probatorio di assoluto interesse che la Procura distrettuale ha valutato positivamente".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.