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Gioia Tauro (Reggio Calabria) – Colpo allo spaccio nella piana Nella notte, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, supportati in fase esecutiva dal Nucleo Cinofili Carabinieri di Vibo Valentia, hanno eseguito 8 ordinanze di misura cautelare, emesse dall’Ufficio del Giudice delle Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, nei confronti di 6 italiani e 2 cittadini di origine centrafricana, nell’ambito dell’operazione denominata “Marracash”, che si inquadra in un’attenta attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti esistente nel centro abitato di San Ferdinando e all’interno della Tendopoli Ministeriale insistente nel territorio comunale. 

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L’attività d’indagine, condotta dal Comando Stazione Carabinieri di San Ferdinando in collaborazione con il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gioia Tauro, nata a fine 2019 e conclusasi nell’estate scorsa, ha avuto origine dal controllo di F. R. M., impiegato presso il Porto di Gioia Tauro, il quale si adoperava nelle attività di spaccio di sostanze stupefacenti a diversi suoi concittadini da un casolare sito nella periferia del Comune di San Ferdinando e con l’ausilio di altri due suoi amici, P.G. ed A.F., quest’ultimo attualmente detenuto a seguito dell’operazione di polizia denominata “Eclissi” contro le cosche di ‘ndrangheta di San Ferdinando.

Documentati 55 episodi di spaccio

Successivamente, nel corso delle indagini, è stata individuata un’altra donna italiana di San Ferdinando, B.C., dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti a cittadini residenti a San Ferdinando, San Costantino Calabro e Polistena, la quale si riforniva sia da F. R. M. che presso la Tendopoli di San Ferdinando ove prestava servizio al Front Office d’ingresso della stessa struttura di accoglienza.

La donna riceveva la sostanza stupefacente anche da un suo collega di lavoro di nome K.M., di nazionalità gambiana, operaio nella raccolta di rifiuti all’interno della Tendopoli stessa, fulcro dello spaccio di sostanze stupefacenti sia nei confronti di cittadini africani lì domiciliati che di cittadini italiani residenti in San Ferdinando. In ultimo, nell’attività investigativa, è emersa la figura di un altro cittadino gambiano, S. O., residente a Rosarno, ritenuto spacciatore di livello superiore poiché forniva la sostanza stupefacente al connazionale K. M. e coordinava l’attività illecita nelle zone ricadenti nei pressi della tendopoli stessa.

L’attività d’indagine, nel corso della quale sono stati documentati cinquantacinque episodi di spaccio, è stata condotta con metodi tradizionali e supportata da specifici strumenti di natura tecnica, compresa l’installazione di telecamere che hanno permesso di individuare altri due soggetti, B. M e L. A., italiani di San Ferdinando.  

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