
Lamezia Terme - Nell’ordinanza “Nettuno” emergono nuovi particolari sui rapporti tra Franco Perri e Vincenzino Iannazzo. “Emerge dalle conversazioni telefoniche intercettate - si legge nell’ordinanza - che Iannazzo Vincenzino aveva mostrato di essere particolarmente interessato all'operazione che Perri Francesco stava ponendo in essere relazione alla concessionaria FIAT, richiedendo a soggetti vicini al Perri notizie riguardo all’andamento della trattative”.
Conversazione del 31 maggio 2010
Iannazzo: '' la cosa avete comprato, la FIAT? . . . La Fiat avete comprato?";
Cefalà: "E ancora nero su bianco no ... situazione molto avanzata, molto avanzata";
Iannazzo: '"e già, qua un grido, che ha già comprato, mi è arrivato qua ... “
Cefalà: “siamo in trattativa avanzata. ma ancora non si è firmato niente perché c'è l’avvocato suo che ... ";
Iannazzo: “mi sono informato ... che di altre chiacchiere sono informato pure …”
Conversazione del 29 maggio 2010
Iannazzo: ·”si è comprato la Fiat Franco?;
M.: "e ma ancora non è sicuro però'";
Iannazzo: “e come no qui si sa che se l'è comprata, perché non è sicuro?";
M.: " ... non lo so, me l'hanno detto pure a me ma lui di sicuro non ha detto niente a me . .. io neanche gliel’ho chiesto per la verità”.
Secondo quanto si legge nell’ordinanza “l'interessamento di Iannazzo Vincenzino alla acquisizione, da parte di Perri Francesco, della concessionaria Fiat trova una sua esplicitazione nelle dichiarazioni rese da Torcasio Angelo, che ha riferito di aver appreso da Giampà Giuseppe che, acquisita la concessionaria, Perri Francesco aveva intenzione di trasferire l'autosalone Fiat nella zona dei Due Mari vicino al centro commerciale, realizzando, nella vecchia sede di Via delle Vittorie, palazzi e appartamenti, destinati alla vendita, oppure capannoni. Sostiene il Torcasio che tutta la costruzione, "dalla A alla Z", sarebbe stata gestita dai Giampà, perché la FIAT ricadeva all'interno della zona di loro "competenza" e che il lavoro sarebbe stato fatto unitamente ai Iannazzo, in quanto "loro sceglievano le ditte, chi mi diceva Giuseppe in quei periodi e Vincenzo Iannazzo sceglieva le sue ditte". Quanto riferito dal Torcasio, - si legge ancora - circa il proposito di realizzazione della costruzione presso la vecchia sede FIAT, viene confermato da G. C., contattato dal Torcasio per la realizzazione dello stabile dove si trovava la sede della concessionaria Fiat di Tripodi. Aggiunge il C. che i lavori da realizzare, secondo quanto appreso dal Torcasio, avrebbero dovuto essere quelli di demolizione e successiva realizzazione di una struttura, con limitazione ai lavori di carpenteria, in cemento fornito tramite l'impianto di calcestruzzo di P., che gli utili avrebbero dovuti essere divisi con gli esponenti della cosca Giampà, tra lui e Giuseppe Giampà e che, per la realizzazione della struttura, oltre alla famiglia Giampà, era interessata anche la famiglia lannazzo di Sambiase per conto dei Perri, nuovi proprietari della struttura. L'esecuzione dei lavori non ha avuto luogo per l'arresto di Torcasio Angelo e di altri esponenti della cosca Giampà”.
“Ebbene, - scrivono gli inquirenti - le risultanze indicate consentono di far ritenere che fosse interesse della cosca Iannazzo seguire l'andamento delle trattative condotte dal Perri per l' acquisizione della concessionaria FIAT, poiché vi era in previsione, da parte della stessa cosca, ma anche della cosca Giampà, di poter immediatamente intervenire per la demolizione della vecchia costruzione e la realizzazione del nuovo fabbricato, e ciò attraverso l'affidamento dei lavori a imprese compiacenti ovvero a imprese alle quali richiedere, in forma di estorsione, la suddivisone degli utili. Proprio il rapporto intercorrente tra Iannazzo Vincenzino e Perri Franco fa ritenere, altresì, - prosegue - che quest'ultimo fosse pienamente a conoscenza dell'interesse del primo alla definizione delle trattative, poiché i riferiti colloqui sono intervenuti tra soggetti in stretti rapporti con il Perri; d'altra parte, la circostanza che il Torcasio avesse già individuato l 'impresa a cui affidare i lavori di demolizione e realizzazione dello stabile, non può aver significato diverso da quello della avvenuta definizione, quantomeno a grandi linee e con tutti i soggetti protagonisti, delle modalità e tempi degli interventi edificatori in esame”.
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