
Catanzaro - La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiuso le indagini su due omicidi commessi nel vibonese nel 2002 e nel 2006. Si tratta dell'omicidio di Mario Franzoni, ucciso nella frazione Portosalvo di Vibo Valentia e di quello di Giuseppe Pugliese Carchedi compiuto lungo la strada che collega Vibo Marina a Pizzo Calabro.
Sono omicidi sui quali è stata fatta luce nel luglio dello scorso anno: erano state disposte alcune misure cautelari, in quella che gli inquirenti hanno chiamato inchiesta “Outset”, ricostruendo movente, dinamiche, mandanti ed autori materiali dei due delitti che sarebbero maturati all'interno del clan Lo Bianco e Piscopisani.
Tutto parte dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, sia quelli delle cosche di Vibo, come Andrea Mantella e Raffaele Moscato, ma anche di quelli della zona di Lamezia come Giuseppe e Pasquale Giampà. Un vero e proprio sodalizio, il loro, fatto di scambi di favori tra cosche che si risolvevano in omicidi da una parte all’altra della costa tirrenica. E infatti, tra gli indagati, in qualità di sicari, sono stati indicati proprio due esponenti del clan Giampà di Lamezia Terme in una sorta di scambio favori fra lametini e vibonesi.
“Sono evidenti i collegamenti e le dinamiche tra le cosche lametine e vibonesi per scambiarsi i killer negli omicidi” aveva infatti commentato in conferenza stampa nel luglio scorso l’ex procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri, attualmente procuratore capo a Reggio.
Rispetto alla prima parte dell’inchiesta sono usciti di scena alcuni indagati: il sostituto procuratore Andrea Mancuso ha chiuso le indagini, infatti, nei confronti di Franco Barba 56enne di Vibo, Rosario Fiorillo 29 anni di Vibo, Vincenzo Giampà detto Enzo, 48 anni di Lamezia, Nazzareno Mantella 35enne di Vibo, Salvatore Mantella 44 anni di Vibo, Rosario Primo Mantino di 43 anni di Vibo, e i due collaboratori di giustizia Domenico Giampà, 37 anni di Lamezia e Andrea Mantella, 46 anni di Vibo.
Andrea Mantella e Francesco Barba sono accusati di essere i mandanti dell’omicidio di Mario Franzoni, di cui i due lametini Enzo e Domenico Giampà sarebbero gli esecutori materiali. Il primo avrebbe condotto uno scooter rubato, mentre Domenico Giampà avrebbe sparato. Salvatore e Nazzareno Mantella, avrebbero assicurato l’appoggio logistico.
Rosario Primo Mantino e Rosario Fiorillo sono accusati invece, dell’omicidio di Giuseppe Pugliese Carchedi: avrebbero sparato contro di lui numerosi colpi di pistola, mentre percorreva sulla SS 522, che collega Vibo Marina a Pizzo Calabro, nei pressi del monumento dedicato ai Carabinieri. Sono inoltre accusati del ferimento di Francesco Macrì che viaggiava insieme a Carchedi su quell’auto.
Dopo la notifica dell'avviso di conclusione indagini, gli indagati avranno 20 giorni di tempo per chiedere alla Procura di essere sentiti o depositare memoria difensiva. Allo scadere del termine la Procura potrà chiedere il rinvio a giudizio o, al contrario, avanzare al Gip richiesta di archiviazione.
Nel collegio difensivo l’avvocato Aldo Ferraro, Manfredi Fiormonti, Sergio Rotundo, Diego Brancia, Alessandro Diddi, Alfredo Gaito, Giovanna Aprile, Caterina Ferrari, Luca Cianferoni, Antonio Porcelli, Salvatore Sorbilli.
C.S.
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