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Lamezia Terme - Nelludienza odierna del processo scaturito dalla cosiddetta Operazione Pegaso, era prevista la discussione della Pubblica accusa, discussione che, però, è stata rinviata al 9 maggio prossimo. Sul banco degli imputati in questo filone del processo, secondo il rito abbreviato davanti al Gip del Tribunale di Catanzaro, ci sono gli artefici di due omicidi e di un tentato omicidio: Francesco Vasile, ora collaboratore di giustizia ma considerato il braccio armato dei Giampà; Alessandro Torcasio; Maurizio Molinaro; Vincenzo Giampà; Pasquale Catroppa e L.P., anche lui ora collaboratore di giustizia.

Vasile, Torcasio e Molinaro sono sotto accusa per lomicidio di Vincenzo Torcasio, ucciso il 7 giugno 2011, durante una partita di calcetto in un campetto nel quartiere Scinà. Mentre per lomicidio del figlio Francesco sono imputati Vasile, Molinaro e Giampà che, esattamente un mese dopo, avrebbero organizzato e compiuto luccisione in via Misiani, insieme ad Antonio Voci (che ha scelto il rito ordinario) che avrebbe inviato un messaggio al killer per informarlo dellarrivo della vittima.

A raccontare dei due omicidi fu proprio il boss della cosca, ora collaboratore di giustizia, Giuseppe Giampà, che spiegò di come ordinò i due omicidi, a distanza temporale ravvicinata, di Vincenzo Torcasio prima, perché interferiva nelle zone dinfluenza della cosca Giampà e poi quello del figlio ventenne Francesco che, dopo la morte del padre voleva vendicarsi uccidendo il boss. Per il tentato omicidio di Umberto Egidio Muraca, ora pentito, sono accusati Pasquale Catroppa, Maurizio Molinaro e laltro collaboratore di giustizia L.P.. I legali degli imputati, gli avvocati Gambardella, Canzoniere, Spinelli e Ferraro, dovranno discutere la loro arringa difensiva nelludienza del 12 giugno.

C.S.

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