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Catanzaro – Quattro imputati per una serie di omicidi compiuti a Lamezia e che rientrano in uno dei filoni del processo scaturito dall’Operazione Perseo. Vincenzo Arcieri, Giancarlo Chirumbolo, Franco Trovato e Antonio Voci, che hanno scelto il rito ordinario e sono giudicati in Corte d’Assise a Catanzaro, dove stamane si è tenuta un’altra udienza del processo.

Il Pubblico Ministero Elio Romano ha ascoltato i quattro testimoni, gli ufficiali di Polizia e Carabinieri che hanno seguito le indagini sulla cosca e in particolare anche sugli omicidi. Sono state ricostruite le fasi investigative contro il clan, partendo proprio dall’escalation di episodi criminosi che hanno interessato la città della piana e che hanno fatto si che le forze dell’ordine concentrassero le loro energie nel capire i movimenti delle organizzazioni criminali lametine.

Sugli omicidi ha parlato in particolare il maresciallo dei Carabinieri Farina che ha ricostruito le dinamiche, cominciando dall’omicidio di Federico Gualtieri (per i quali sono stati già condannati mandanti ed esecutori) a quello di Bruno Cittadino, Roberto Amendola e Giuseppe Chirumbolo e gli altri delitti per i quali gli imputati sono processati (Nicola Gualtieri, Vincenzo Spena e Domenico Vaccaro). Farina ha spiegato che dall’inizio ci fu un intuito investigativo che permise di ricostruire le dinamiche che stavano dietro i fatti di sangue. Le loro tesi, così come spiegato oggi durante la testimonianza, sono state comprovate dalle dichiarazioni dei pentiti, che le confermarono in toto: a parlare cominciò Angelo Torcasio, Saverio Cappello, il boss Giuseppe Giampà, L.P. e Francesco Vasile. Il 26 giugno, quando è stata fissata l’udienza, saranno ascoltati gli ultimi ufficiali di polizia giudiziaria chiamati a testimoniare.

C.S.

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