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Lamezia Terme – Da tempo gli inquirenti - che hanno seguito, ed eseguito, le operazioni Medusa, Medea, Minerva e, ultima in ordine di tempo, Perseo - hanno dichiarato e ripetuto di non aver di certo terminato il lavoro e che la lotta alla criminalità organizzata continuerà sino a quando non avranno fatto piazza pulita di tutte le cosche del lametino. Già le avvisaglie che non c’era solo la cosca Giampà nel mirino erano apparse nelle precedenti ordinanze, adesso in Perseo i riferimenti, in special modo alla cosca Iannazzo, sono diventati più numerosi e dettagliati.

E così spuntano, oltre alle dichiarazioni dei vari collaboratori, anche nomi e situazioni che rimandano a tale cosca. Tra questi nomi, sicuramente il più importante è quello di Gianpaolo Bevilacqua, sul quale Giuseppe Giampà espressamente dichiara nei verbali-confessioni (che riportiamo poco più in basso, ndr) che il consigliere provinciale ed ex vicepresidente della Sacal è “un tramite” degli interessi degli Iannazzo nella zona aeroportuale. Un altro elemento che figura tra quelli coinvolti nell’operazione Perseo, e che faceva da tramite tra la cosca Giampà e gli Iannazzo, è Emiliano Fozza. A questi si aggiungono una serie di altri soggetti menzionati nell’ordinanza, i quali - pare quasi ovvio se già citati in questa ordinanza - sono quasi sicuramente sotto controllo da tempo e potrebbero essere tra i nuovi arrestati nei prossimi mesi. La tenaglia insomma sta per chiudersi, considerato che gli ultimi arrestati erano sotto controllo già dal 2010. Tre anni d’indagini, intercettazioni e riscontri utili per poi far scattare l’operazione Perseo e in seguito altre ordinanze. Tante, dunque, le telefonate intercorse e probabilmente intercettate su vari cellulari nella città di Lamezia e che presto potrebbero confluire a supporto di qualche faldone e nuovi arresti.

Di seguito riportiamo l’interrogatorio del boss Giuseppe Giampà svoltosi nel febbraio 2013 in cui parla dell’egemonia degli Iannazzo in zona-aeroporto e dei rapporti tra questi e Bevilacqua.

Interrogatorio di GIAMPA' Giuseppe del 13.02.2013

...Omissis.... A.D.R: per come mi chiedete sono a conoscenza, per averlo appreso in ambito associativo mediante la circolarità delle notizie esistente sia nella nostra costa sia tra le cosche lametine in generale, del fatto che la zona aeroportuale di Lamezia Terme ricade sotto la sfera d'influenza della cosca Iannazzo e di Vincenzino Iannazzo detto "il moretto" e Antonio Davoli detto "Tonino"; in particolare per come mi chiedete tale influenza viene esercitata sia tramite il controllo delle ditte di autonoleggio ivi presenti (in particolare ricordo che nei precedenti interrogatori ho fatto riferimento ad un tale Rosario, per conto del quale effettuammo un danneggiamento su mandato di Tonino Davoli, avvenuto nello stesso periodo in cui fu ritrovata dalle Forze dell'ordine una mia pistola 44 magnum in via del Progresso), sia tramite le assunzioni di dipendenti all'interno della Sacal che stanno cuore alla famiglia Iannazzo, ovvero ancora tramite l'ottenimento di appalti per opere edili come l'ampliamento di parcheggi o altro; tale influenza gode dell'appoggio del politico Giampaolo Bevilacqua che ha o aveva poteri di gestione (in quanto non so se ce li abbia tuttora), all'interno della SACAL; per come mi chiedete noi della cosca GIAMPA' non ci  interessavamo ad avere anche noi una sorta di influenza nella zona aeroportuale predetta perché rispettavamo tacitamente che la stessa fosse sottoposta esclusivamente all'influenza della cosca Iannazzo; (...omississ...)”.

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