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Lamezia Terme - Con ordinanza del 17 marzo 2016 il tribunale di Lamezia Terme ha dissequestrato i beni aziendali e le quote sociali della società Moviter snc di Francesco Cianflone, difeso dagli avvocati Arturo Bova, Stefano Nimpo e Francesco Pagliuso. Cianflone, imprenditore edile, è rimasto coinvolto nell‘Operazione Piana nell’ambito della quale venne arrestato, insieme ad altri tre imprenditori, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia indicato dai collaboratori di Giustizia nell’ambito dell’Operazione Perseo, come imprenditori di riferimento della cosca Giampà.

Contestualmente all’ordinanza di custodia cautelare è stato eseguito il sequestro dei beni e delle quote societarie della Moviter, società attiva nel ramo edilizio e del cemento, ritenuta, per l’appunto, in “odore di mafia”. Analogo provvedimento di sequestro era stato poi emesso dal Tribunale di Catanzaro nell’ambito delle misure di prevenzione antimafia. Alcune settimane fa il tribunale di Catanzaro aveva escluso dalla confisca i beni il compendio aziendale e le quote societarie della Moviter. In accoglimento dell’istanza presentata dai suoi legali di fiducia, inoltre, il tribunale di Lamezia Terme ha ora disposto nei confronti di Francesco Cianflone il dissequestro dei beni, del compendio aziendale, delle quote sociali della Moviter snc.

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