
Cosenza - I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Catanzaro su richiesta del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, e deii magistrati della DDA di Catanzaro, nei confronti di 21 persone, esponenti della criminalita' organizzata operante sul tirreno cosentino e ritenute responsabili, a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, turbata liberta' degli incanti, favoreggiamento personale, traffico di tabacco lavorato estero, ricettazione, calunnia, intralcio alla giustizia e violazioni di domicilio, tutti aggravati dalle metodologie mafiose.
Le indagini hanno consentito di delineare gli assetti di un'associazione per delinquere di tipo 'ndranghetistico denominata "Valente-Stummo", operante nel territorio del comune di Scalea e nei paesi vicini, in collegamento con la cosca Muto di Cetraro, alla quale sottostava. L'attivita' della cosca era finalizzata al controllo e allo sfruttamento delle risorse economiche della zona mediante il compimento di delitti contro il patrimonio e contro la persona e, in particolare, la consumazione di estorsioni ai danni di commercianti ed imprenditori del luogo, nonche' la turbata liberta' degli incanti finalizzata ad accaparrarsi immobili di rilevante valore, inibendo la partecipazione all'asta di altre persone.
L'indagine, denominata Plinius 2, e' la prosecuzione dell'attivita' investigativa che aveva portato, nel luglio del 2013, all'esecuzione di 39 provvedimenti cautelari riguardanti anche alcuni amministratori comunali di Scalea (CS), tra cui il sindaco, 5 assessori e il Comandante della locale polizia municipale. Sulla base delle risultanze investigative circa il condizionamento da parte della criminalita' organizzata di quella amministrazione comunale, il 25 febbraio del 2014 era stato emesso il Decreto del Presidente della Repubblica per lo scioglimento del Consiglio comunale di Scalea, ancora oggi gestito da una Commissione straordinaria.
I NOMI
Ferdinando Aliberti, detto Nando, nato a Praia a Mare il 21/04/1982; Ettore Arcuri, nato a Praia a Mare il 31/05/1977; Maria Francesca Bloise, nata a Belvedere Marittimo il 16/07/1974; Luca Carrozzini, nato Scalea il 05/05/1985; Giuseppe Crusco, detto “Il nano”, nato a Scalea il 12/01/1971; Francesco De Luca, nato a Cosenza il 30/03/1977; Luigi De Luca, nato a Cosenza il 31/08/1972, soggetto per il quale non è stata richiesta la misura cautelare; Anthony Della Montagna, nato a Lamezia Terme il 14/07/1990; Edone Esposito, nato a Cetraro il 05/05/1977; Emilio Iacovo, detto Miliuzzu lo stalliere di Cetraro, nato a Cetraro il 04/02/1963; Francesco Saverio La Greca, nato a Praia a Mare il 18/04/1975, soggetto per il quale non è stata richiesta la misura cautelare; Gian Claudio Lombardo, nato a Belvedere Marittimo il 17/12/1978; Giuseppe Misiano, nato a Belvedere Marittimo il 18/03/1975; Rodolfo Pancaro, nato a Cosenza il 12/1/1974, soggetto per il quale non è stata richiesta la misura cautelare; Cantigno Servidio, nato a Scalea il 06/01/1977; Alvaro Sollazzo, nato a Scalea il 21/01/1964; Alessandra Stummo, nata a Scalea il 27/07/1941; Alessandro Stummo, nato a Belvedere Marittimo il 22/05/1987; Mario Stummo, nato a Scalea il 8/12/1955, soggetto per il quale non è stata richiesta la misura cautelare; Carmelo Valente, detto “Testa bianca”, nato a Scalea il 24/08/1964; Luigino Valente, nato a Praia a Mare il 01/10/1981.
Lombardo: cosca talmente potente da gestire aste fallimentari
"Le organizzazioni 'ndranghetistiche sono ricche e capaci di espandersi. Lo dimostra la capacità di mettere radici all'estero. Le forze dell'ordine hanno dimostrato di lavorare bene e di seguire le evoluzioni dei vari clan che nonostante vengano colpiti dalle ordinanze riescono a rigenerarsi". A dirlo è stato il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti nel corso della conferenza stampa convocata a Cosenza per illustrare gli esiti dell'operazione Plinius 2 condotta dai carabinieri della Compagnia di Scalea che hanno arrestato 21 persone ritenute affiliate alla cosca 'Valente-Stummo' di Scalea affiliata al clan Muto di Cetraro. "Queste - ha aggiunto - sono cosche antiche e l'intervento di oggi è molto significativo e potrebbe essere decisivo alla sconfitta di questa organizzazione. Avremmo bisogno di più uomini e mezzi ma facciamo il possibile per portare a termine a meglio il nostro lavoro". Una cosca, quella sgominata oggi, ha detto il procuratore di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo, "talmente potente che gestisce le aste fallimentari e che ha un'alta capacità di rigenerarsi. I Valente hanno preso il comando e sono 'Cetraro dipendenti' perché legati alla cosca Muto”.
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