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Lamezia Terme – Un ragazzo di vent’anni a capo di quel che rimane della cosca Giampà dopo i numerosi arresti che hanno colpito la consorteria criminale lametina nell’ultimo anno. E’ quanto emerge dall’operazione “Insert Coin” che ha portato all’arresto di Gianluca Notarianni (presunto reggente della cosca dopo l’arresto del padre Aldo, della madre e del fratello Luigi) e di un suo cugino acquisito: Antonio Giampà. I due, per fronteggiare la scarsa liquidità nelle casse della famiglia dovute ai numerosi arresti e alle spese legali, avrebbero compiuto estorsioni a danno del titolare di un bar e poi avrebbero continuato con lo scasso di alcune slot machine presenti nell’esercizio. Come se non bastasse, in seguito, avrebbero rivolto le loro richieste anche a chi riforniva l’esercizio delle slot machine costringendolo a chiudere l’attività. Ma la Dda e la squadra mobile guidata da Rodolfo Ruperti, raccolti tutti gli elementi utili ed i relativi riscontri anche a quanto già dichiarato dai collaboratori di giustizia, hanno provveduto a stroncare l’ascesa delle “nuove leve”, facendo tirare un ulteriore respiro di sollievo alla città ed a chi detiene un’attività commerciale ed imprenditoriale.

Tutto questo ha fatto dire al procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli come da tale operazione emergano due tipi di messaggi: il primo è che chi delinque, visti i risultati che non si fermano all’arresto dei capi ma stroncano prima o poi anche le nuove leve, è meglio si trovi un vero lavoro. Il secondo messaggio è sempre rivolto a chi detiene un’attività commerciale o imprenditoriale. La Dda e le forze dell’ordine non solo hanno la possibilità di stroncare entro la fine dell’inverno 2014 le nuove leve criminali ma ci saranno arresti anche nelle altre cosche. Ai commercianti, imprenditori e professionisti che hanno avuto o hanno a che fare le consorterie criminali lametine il messaggio è quello di collaborare prima che siano loro, Dda e forze dell’ordine, a chiedergliene conto così come, volenti o nolenti, avverrà. Si tratta dunque di far rifiatare la città e la parte onesta di Lamezia con maggiore celerità senza lasciare ancora per molto tempo le sorti di Lamezia in mano alla criminalità.

Questore Marino: Lamezia richiede impegno costante ma siamo in grado di garantirlo

“Lamezia richiede un impegno incessante e costante ma c’è da dire che è quello che sia magistrati che poliziotti sono in grado di garantire. L’operazione di oggi nasce dal fatto che c’è stato un vuoto che qualcuno ha tentato di colmare tramite le estorsioni per via del numero elevato di persone finite in galera che a loro volta richiedono numerose spese legali da sostenere”.

Procuratore Vincenzo Antonio Lombardo: “Quando cosca viene debellata c’è sempre chi tenta di prenderne il posto”

“I due fermi di oggi non sono importanti per la quantità e la qualità dell’imputazione ma è importante per una sola ragione: ovvero che la Questura è riuscita a colpire il tentativo dei soggetti della cosca Giampà che sono ancora in libertà di imporre la loro supremazia di criminalità organizzata. Non ci siamo mai illusi di aver risolto i problemi criminali con le operazioni precedenti ma, anzi, continuiamo sempre a lavorare e troncare qualsiasi tentativo di nuova affermazione anche perché quando una cosca viene debellata sappiamo che c’è sempre qualcuno che tenta di accreditarsi. Questo è il motivo dell’operazione.”

Procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli: “Iniziassero a trovarsi un vero lavoro. Arresteremo tutti i componenti delle cosche”

“I messaggi sono due: uno è che si deve denunciare e l’altro che si può anche lavorare nella vita. C’è una fascia di ambienti lametini che dovrebbe prendere seriamente in considerazione quest’ultima ipotesi anche perché appena sgarrano devono sapere che ormai noi li arrestiamo. A questa operazione di oggi si giunge in quanto la squadra mobile interviene e ricostruisce la vicenda anche grazie alle ammissioni delle persone offese. Questo è sicuramente un avanzamento rispetto al passato in cui si negava l’evidenza. Noi abbiamo una situazione molto delineata. Nel senso che abbiamo elementi per la ricostruzione delle cosche che operano su Lamezia e li arresteremo tutti. Finiti i Giampà ora toccherà a gli altri. Ma vi è un ulteriore aspetto. Oltre ad aver arrestato oltre 100 persone nell'ultimo anno c’è che abbiamo tutte queste nuove leve in formazione sulle quali abbiamo già elementi utili per procedere anche per reati non socialmente allarmanti. Questo sarà un nostro ulteriore elemento che affronteremo proprio per evitare che piccole leve crescano. Quelle che ho appena illustrato sono le nostre direttrici sulle quali ci muoveremo nei prossimi mesi giungendo a risultati anche entro la fine dell’inverno. Tutto questo, ovviamente, sarebbe più semplice se le vittime venissero da noi a dircelo senza che noi acquisiamo gli elementi e andiamo poi da loro a chiedere riscontro. Il fatto che li abbiamo arrestati non ci preclude la possibilità di continuare a lavorare e ricostruire l’assetto dell’associazione criminale. In presenza di apparati dello Stato che riescono a fornire un intervento immediato nei confronti di coloro che si rendano protagonisti di conati di illegalità sarebbe meglio se le vittime venissero da noi a denunciare. Ciò significherebbe riuscire nel nostro intento ancora prima della fine dell’inverno con ricadute positive su tutta la collettività di Lamezia”.

Capo Squadra Mobile Rodolfo Ruperti: “Due soggetti già noti per via del dichiarato dei collaboratori”

“Questi due personaggi arrestati oggi non sono nuovi per noi in quanto ne avevano parlato i vari collaboratori di giustizia e, in particolare, Luca Notarianni, dopo l’arresto del padre Aldo e dell’altro fratello Luigi, era indicato come colui che tesseva le fila del clan Giampà decimato dai precedenti arresti. Lo stavamo monitorando costantemente e avevamo acquisito diverse informazioni sul territorio oltre al fatto che era in atto un’ estorsione ai danni di un titolare di una ditta di slot machine e danneggiamenti a macchinette all’interno di un bar con un furto di 950 euro. Il proprietario delle slot, dopo aver subito il danneggiamento, si erano confidato con il titolare del bar che gli ha spiegato di aver subito un’ estorsione a carico di un certo Ventura/Pupello. Dopo l’arresto nell’operazione Perseo si presenta Antonio Giampà presso il titolare delle slot machine che alla fine si è ritirato e se ne è andato. Le due vittime, dopo diverse resistenze, hanno confermato le estorsioni. A soggetti arrestati, c’è da aggiungere, viene anche contestato il 416 bis”.

Virna Ciriaco

 

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