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Lamezia Terme - Si è concluso l’ultimo filone dell’operazione Rainbow che era in corso dal 2011 davanti al Tribunale collegiale di Lamezia Terme (Presidente Luca Nania e, a latere, i giudici Rossella Prignani e Francesco Talarico) nei confronti di Francesco Muraca (difeso dall’avvocato Aldo Ferraro), Vincenzo Nicolazzo (difeso dall’avvocato Aldo Ferraro), Domenico Calmieri (difeso dall’avvocato Anna Moricca), Francesco Orlando (difeso dall’avvocato Aldo Ferraro), Alfonso Giofrè (difeso dall’avvocato Domenico Calopresti), Damiano Corso (difeso dall’avvocato Aldo Ferraro), Donatella Strangis (difesa dall’avvocato Loredana Gigliotti) e Francesco Mete (con l’avvocato Rosanna Menniti).

Dopo le richieste formulate dal Pm Luigi Maffia e dal difensore delle parti civili, sono intervenuti i difensori degli imputati, che hanno contestato le accuse chiedendo, in subordine, che fosse dichiarata la prescrizione dei reati. Dopo una breve camera di consiglio, il Tribunale ha accolto integralmente le richieste dell’avvocato Ferraro, assolvendo Francesco Muraca e Vincenzo Nicolazzo dal reato associativo “perché il fatto non sussiste”, ed Nicolazzo dal reato di estorsione assertivamente commesso ai danni della ditta che stava costruendo la nuova sede dell’INPS di Lamezia Terme “per non avere commesso il fatto”.

Nei confronti di tutti gli altri imputati è stata invece dichiarata l’estinzione dei reati per intervenuta prescrizione, con indicazione di giorni 90 per il deposito delle motivazioni.

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