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Catanzaro - È stato ascoltato in videoconferenza in un’udienza a porte chiuse davanti al giudice nel tribunale di Catanzaro, il 41enne Luciano Scalise. In carcere dal 10 gennaio scorso, finito nell’operazione denominata “Reventinum”, Scalise era stato arrestato insieme ad altre 12 persone rimaste coinvolte nell’operazione eseguita dai carabinieri per un fermo di indiziato di delitto per associazione di tipo mafioso. A queste accuse si è aggiunta anche, nei suoi confronti, la contestazione di essere ritenuto dagli inquirenti il mandante dell’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso che sarebbe avvenuto per mano di Marco Gallo la sera del 9 agosto 2016 mentre l’avvocato rientrava nella sua abitazione di via Marconi a Lamezia.

Nei giorni scorsi, rispondendo al Gip nel carcere di Terni dove è detenuto, per l'interrogatorio di garanzia, Luciano Scalise, che è difeso dagli avvocati Chiodo e Larussa, ha risposto alle domande e negato ogni sua responsabilità nell’omicidio. I suoi legali, inoltre, hanno contestato e chiesto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare ritenendo che le accuse contro il loro assistito siano “generiche”. All’esito dell’udienza di oggi, quindi, il giudice dovrà decidere sulla misura cutelare nei confronti di Luciano Scalise.

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