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Catanzaro - Resta in carcere Luciano Scalise, il 41enne rimasto coinvolto nell'operazione Reventinum scattata il 10 gennaio scorso. Il Tribunale della libertà, dopo l'udienza del 5 marzo nella quale lo stesso Scalise era stato ascoltato in videoconferenza, ha ora confermato l'ordinanza per Luciano Scalise che riguarda l'accusa di essere considerato uno dei promotori dell'associazione mafiosa denomina "cosca Scalise" attiva sul territorio montano del lametino. Conferma anche l'ordinanza in merito all'accusa di omicidio, in concorso con Marco Gallo, (in carcere in quanto ritenuto il presunto killer) dell'avvocato Francesco Pagliuso ucciso il 9 agosto del 2016. Il Tribunale della Libertà ha quindi confermato il suo presunto ruolo di mandante. Disposto inoltre il deposito delle motivazioni entro 45 giorni. La difesa, composta dagli avvocati Chiodo e Larussa, ha preannunciato l'intenzione di proporre ricorso in Cassazione in particolare in ordine alla grave accusa di omicidio ritenendo Scalise "estraneo". Inoltre la difesa, per quanto riguarda l'accusa di associazione mafiosa, ha evidenziato come "nessun pentito abbia affermato di conoscere Luciano Scalise e che solo il collaboratore Rosario Cappello ha fatto dichiarazioni sul suo conto peraltro tardive".

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