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Reggio Calabria - La Guardia di Finanza di Reggio Calabria sta eseguendo provvedimenti restrittivi della libertà personale degli arresti domiciliari nei confronti di 4 persone per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e turbata libertà degli incanti, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. I militari, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta da Giovanni Bombardieri, stanno eseguendo i provvedimenti restrittivi, emessi dalla Sezione G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti dei quattro. Contestualmente, è in corso l’esecuzione del sequestro preventivo di 11 imprese attive nel settore edile, per un valore stimato in oltre 10 milioni di euro.

Le indagini condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria, sotto il coordinamento dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, avrebbero consentito - allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità - di disvelare l’esistenza di una cordata di imprenditori edili, contigui alla ‘ndrangheta e facenti capo a un unico gruppo familiare, che, grazie a cointeressenze e corruttele di individuati funzionari, sarebbero riusciti, in una trascorsa amministrazione cittadina, ad aggiudicarsi diverse commesse di edilizia pubblica. In particolare, sarebbe stata accertata l’esistenza di un consolidato sistema illegale fondato su ripetuti favoritismi protratti nel tempo, a fronte di utilità corrisposte ai funzionari pubblici, in un consolidato rapporto di “do ut des”.

Dalle indagini sarebbero, inoltre, emerse gravi condotte perpetrate da un carabiniere, il quale avrebbe consentito a uno degli indagati, sottoposto agli arresti domiciliari, di disattendere sistematicamente le prescrizioni derivanti dalla misura cautelare. Oltre a ciò, il graduato avrebbe fornito mezzi e apparecchiature tecniche al fine di consentire a soggetti investigati di eludere, tramite vere e proprie “bonifiche” ambientali, eventuali attività di intercettazione condotte a loro carico. L’esecuzione della misura degli arresti domiciliari nei confronti del militare è stata eseguita con il supporto del Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia.

Indagati 7 funzionari Comune di Reggio Calabria

Ci sono anche sette funzionari pubblici dipendenti del Comune di Reggio Calabria tra i 14 indagati nell'inchiesta "Revolvo". Di questi, sei sono accusati di concorso esterno con la 'ndrangheta: Si tratta di Arturo Arcano di 59 anni (funzionario dell'ufficio Programmazione), Vincenzo Cuzzola di 69 anni (responsabile dell'ufficio Reti e Sottoservizi), Giuseppe Mafrici di 68 anni (dipendente dell'ufficio Arredo urbano e Verde pubblico), Giuseppe Marino di 68 anni (responsabile unico del procedimento di appalto relativo alla struttura sportiva del quartiere San Giovannello), il direttore dei lavori Alfredo Maria Mesiano di 49 anni, e Domenico Alessandro Macrì di 57 anni (responsabile unico del procedimento relativo al progetto integrato del Centro Agroalimentare di Mortara). Indagato per corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio il responsabile del Settore Progettazione de esecuzione Lavori pubblici del Comune Giancarlo Cutrupi, di 57 anni. Oltre ai fratelli Francesco, Giovanni e Filippo Gironda e all'appuntato scelto Antonio Mazzone, finiti ai domiciliari, nell'indagine sono indagati anche l'ex moglie del collaboratore di giustizia Giuseppe Stefano Tito Liuzzo, Serena Assumma, di 38 anni ritenuta esponente di spicco della cosca Serraino-Rosmini, l'indiano Surinder Sing, detto "Giovanni" di 42 anni e Francesco Viglianisi di 55 anni.

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