
di Bruno Mirante.
Catanzaro - Ingenti flussi di denaro che dalla Calabria facevano il giro degli istutiti bancari di mezza Europa per poi ritornare, una volta ripuliti, nella disponibilità della locale di 'ndrangheta di Sant'Onofrio, grazie a un sistema di riciclaggio che si è avvalso di professionisti e consulenti finanziari abilmente “agganciati” dalle cosche. Si chiama Rinascita 3, l'operazione condotta dai carabinieri del Ros con il coordinamento della Dda di Catanzaro guidata dal procuratore capo Nicola Gratteri che stamattina ha portato all'arresto di 8 persone e all'emissione di tre misure interdittive, rappresenta uno stralcio della maxi operazione contro le cosche del vibonese. “Per la prima volta – ha dichiarato Gratteri grazie a Eurojust, l'unità di cooperazione giudiziaria dell'Unione europea, siamo riusciti a posizionare una cimice nello studio di un avvocato in Ungheria”. E ancora: “La 'ndrangheta non è in grado di fare riciclaggio sofisticato come quello di cui parliamo oggi. Ma si deve rivolgere al mondo delle professioni”.
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L'indagine, infatti, si è sviluppata in un contesto articolato di cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria con autorità ungheresi, cipriote, francesi, danesi e britanniche e giudiziaria con il coordinamento di Eurojust. La Dda di Catanzaro si è avvalsa inoltre della collaborazione dell'Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d'Italia e del supporto finanziario dal progetto "@ON". L'inchiesta, supportata da intercettazioni e dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, ha documentato l'appartenenza all'articolazione territoriale di 'ndrangheta attiva su Sant'Onofrio di quattro persone, una delle quali, allo scopo di agevolare le attività di riciclaggio in favore della cosca, ha costituito una serie di società di diritto italiano, ungherese e cipriota fittiziamente intestate a terzi soggetti. In particolare, il legale, destinatario di un mandato d'arresto europeo, è risultato intestatario del 50% delle società che sono state sottoposte a sequestro. Società costituite, secondo l'accusa, allo scopo di agevolare le attività di riciclaggio in favore di una cosca di 'ndrangheta che ha la sua base operativa a Sant'Onofrio, in provincia di Vibo Valentia.
Nell'ambito dell'indagine sono state anche ricostruite le dinamiche di una truffa, messa in atto nel 2017 dall'articolazione mafiosa, ai danni di investitori dell'Oman che hanno versato un milione di euro dietro la promessa di ottenere il 30% delle quote di una società cui era riconducibile un compendio immobiliare con sede a Budapest. Proprio riguardo a questo particolare il procuratore di Catanzaro ha rimarcato come, per effetto della cosiddetta legge Cartabria “non abbiamo potuto contestare una truffa aggravata di 2 milioni di euro nei confronti di un ex Ministro dell'Omam, abbiamo dovuto chiedere la revoca della custodia cautelare al gip, perché per effetto della riforma per procedere è necessaria la querela della parte offesa”.
È stato eseguito, inoltre, un sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore di tre milioni di euro. Si tratta, in particolare, di cinque società immobiliari, quattro delle quali con sede a Budapest ed una a Milano; due immobili a Pizzo Calabro; uno yacht intestato ad una società ungherese e quattro veicoli immatricolati in Italia, oltre ad una serie di rapporti finanziari e conti correnti italiani e ungheresi. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa cui hanno partecipato, insieme a Gratteri, Gianluca Valerio vicecapo del Ros, il tenente colonnello Massimiliano D'Angelantonio del II reparto investigativo del Ros e il comandante provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia Luca Toti.
In carcere
Giovanni Barone, 54 anni
Basilici Caparrotta, 62 anni;
Basilio Caparrotta, 52 anni;
Gerardo Caparrotta, 55 anni
Giuseppe Fortuna, 46 anni
Giuseppe Fortuna, 60 anni
Gaetano Loschiavo, 35 anni
Edina Margit Szilagyie, 57 anni
la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali o uffici direttivi di persone giuridiche nei confronti di:
Saverio Boragina
Annamaria Durante
Eva Erzsebet Szilagyi
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