
Lamezia Terme – Sarà ascoltato sabato, nel carcere di Vibo dove è detenuto da giovedì, Pasqualino Ruberto, finito nell’inchiesta “Robin Hood” che ha scoperto quello che gli inquirenti hanno definito “un comitato d’affari” organizzato per sottrarre fondi pubblici. In mezzo ci sono finiti politici, amministratori e dirigenti regionali, tutti ritenuti dalla Procura e dalle forze dell’ordine che hanno seguito le indagini, dentro questo meccanismo.
Pasqualino Ruberto è finito in manette in qualità di ex presidente di Calabria Etica, fondazione in house della Regione, ed è considerato uno degli “uomini d’affari” di Nazzareno Salerno, altro politico finito in carcere. Ruberto, assecondando gli interessi dell’ex assessore, avrebbe acconsentito alla realizzazione dei suoi progetti criminosi.
Domani, quindi, risponderà alle domande del giudice che lo sottoporrà all’interrogatorio di garanzia. Accompagnato dall’avvocato Mario Murone, Ruberto risponderà, come ha spiegato il suo legale “punto per punto a tutte le contestazioni che gli vengono fatte”. Una linea difensiva che mira a spiegare “come non vi sia la mafiosità”. L’avvocato ha detto, infatti, che “due sono i punti fondamentali: il non aver avuto contatti con alcun soggetto appartenente alla criminalità organizzata e il non aver percepito alcuna somma di denaro dai movimenti finanziari”.
C.S.
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