
Catanzaro - Dopo l’interrogatorio di garanzia dello scorso 27 febbraio effettuato dall’indagato Luciano Babbino, nell’operazione “Scolacium” scattata il 22 febbraio, che ha risposto a tutte le domande del GIP Distrettuale Dottoressa Flesca, con l’esibizione di perizia giurata sui costi, le fatture e le matrici di assegni bancari relativi alla realizzazione del fabbricato della moglie nel Comune di Vallefiorita, respingendo energicamente ogni accusa contenuta nei capi di imputazione, dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti contestati.
Nella giornata del 12 marzo Dinanzi al Tribunale della Libertà di Catanzaro è stata la volta degli avvocati Vincenzo Visciglia e Paola Stilo, difensori dell’indagato, per frantumare il capo indicato al n. 48) del capo di imputazione ascritto all’indagato e dimostrare la sua totale estraneità ai fatti contestati, per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza a suo carico, relativamente all’asserita fornitura di cemento per 250.000,00 euro per la realizzazione della casa della moglie a Vallefiorita, quale frutto dell’estorsione aggravata in concorso con il metodo mafioso nei confronti di un non precisato imprenditore.
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