Salta al contenuto principale

op.jpg

Crotone - C'è anche il presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla tra le 169 persone arrestate nell'ambito dell'operazione Stige. Parrilla, sindaco di Cirò Marina, è accusato di associazione mafiosa ed è ritenuto dagli inquirenti il rappresentante della cosca nelle istituzioni locali.

Complessivamente sono tre i sindaci arrestati. Oltre a Parrilla, infatti, sono coinvolti il sindaco di Strongoli Michele Laurenzano e quello di Mandatoriccio Angelo Donnici. Mentre, complessivamente sono una decina gli amministratori locali coinvolti, tra i quali figurano anche il vice sindaco di Casabona Domenico Cerrelli, il vicesindaco di Cirò Marina Giuseppe Berardi, il presidente del Consiglio comunale di Cirò Marina Giancarlo Fuscaldo, l'ex sindaco Roberto Siciliani e il fratello Nevio che è stato assessore dello stesso Comune. Arrestati anche il vicesindaco di Mandatoriccio, Filippo Mazza, e l'ex sindaco di San Giovanni in Fiore, Giovambattista Benincasa.

Gip: "Parrilla uno dei rappresentativi della cosca"

Il presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla "è uno dei rappresentanti della cosca in seno all'amministrazione comunale di Cirò Marina, ha goduto del proselitismo 'ndranghetistico della cosca, divenendo sindaco di Cirò Marina, in esito alle elezioni del 2006 e del 2016" ed "ha sempre piegato gli incarichi elettivi appena citati per curare gli interessi della consorteria". Lo scrive il gip di Catanzaro Giulio De Gregorio nell'ordinanza di custodia cautelare "Stige" nei confronti di boss, affiliati e fiancheggiatori della cosca Farao-Marincola di Cirò Marina. Attualmente, afferma poi il gip, "riveste l'incarico di sindaco e di presidente della Provincia di Crotone, quest'ultimo conseguito per il tramite delle pressioni 'ndranghetistiche esercitate da Sestito Giuseppe e Tallarico Francesco sui consiglieri comunali della Provincia di Crotone, specie su quelli del Comune di Casabona". "Parrilla - afferma ancora il gip nell'ordinanza - è espressione della consorteria, che ne determina l'elezione nel 2006 e nel 2016, tanto che deve distribuire le deleghe assessorili secondo i desiderata dei plenipotenziari della cosca, che provvedono a favorire, in maniera spregiudicata, tanto da risultare, più volte imputato per reati propri dello statuto del pubblico ufficiale".

"Impressionante" viene definita dal gip, una intercettazione ambientale, in cui Giuseppe Sestito dice a Francesco Tallarico (indicati dall'accusa come componenti del direttorio della cosca Farao-Marincola, il primo con gestione del territorio di Cirò Superiore ed il secondo di Casabona), "del fatto che Parrilla gli ha chiesto sostegno per divenire presidente della Giunta provinciale. In particolare - scrive il gip - Giuseppe Sestito ha chiesto a Tallarico di orientare, in senso favorevole a Parrilla, i consiglieri comunali di Casabona, fra i quali v'è Cerrelli Domenico, cognato dello stesso Tallarico. Naturalmente, Parrilla è stato eletto".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.