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Catanzaro – “Noi abbiamo preso, stanno facendo lo smaltimento dell'Ilva…omissis…a Taranto”. Emergono altri particolari dall’operazione “Stige” che ha portato a 169 arresti e che vede al centro dell’inchiesta le attività criminali della cosca Farao-Marincola, una delle più potenti in Calabria con ramificazioni Nord e Centro Italia e anche in Germania.

La frase è stata pronunciata da  Francesco Tallarico, componente del direttorio del clan Farao Marincola: in una intercettazione allegata all'inchiesta "Stige", infatti, Tallarico sostiene che, attraverso un imprenditore vicino alla cosca e che si occupa di smaltimento di rifiuti, si sarebbe accaparrato alcuni lavori di smaltimento di scarti industriali e rifiuti tossici provenienti dall'Ilva di Taranto, avendo la possibilità di effettuare circa dieci o dodici viaggi giornalieri, con il materiale che sarebbe stato poi scaricato in territorio calabrese.

“[…] A Taranto - dice in un colloquio intercettato Tallarico - e abbiamo preso tutto il trasporto del limo, del materiale... con i camion e deve venire qua questo materiale, ci sono dieci, dodici viaggi al giorno e ho chiamato a lui l'ho fatto parlare pure con il compare Pino...[…]”. Il clan, attraverso società di facciata, secondo l'accusa, avrebbe ottenuto diversi appalti di raccolta rifiuti in diversi Comuni delle province di Crotone e Catanzaro.

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