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Catanzaro - Si terrà il prossimo 4 dicembre l'udienza preliminare del processo scaturito dall'operazione Svevia che a febbraio portò la Guardia di finanza a eseguire 49 misure cautelari, disposte dalla Dda di Catanzaro nei confronti di un presunto gruppo criminale dedito al narcotraffico nei territori di Lamezia, Reggio, Catanzaro e Roma.

Ora, arriva da parte della procura di Catanzaro la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 49 delle 54 persone rispetto alle quali la Dda nel mesi di lugli aveva chiuso le indagini. Secondo quello che è il quadro accusatorio, sarebbe stata svelata un'organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di droga radicata nel quartiere Capizzaglie di Lamezia Terme al cui vertice c'era un discendente della famiglia di 'ndrangheta dei Giampà e con canali di approvvigionamento, sia nel Reggino, a San Luca e Rosarno, sia a Roma grazie alla collaborazione con i Casamonica. Un gruppo che disponeva anche di armi comuni e da guerra, compreso un bazooka con due proiettili. Quarantasei, all’epoca, le persone arrestate - 40 in carcere e 6 ai domiciliari - in esecuzione di un'ordinanza del gip che prevede anche tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione a delinquere finalizzate al traffico di droga, detenzione e commercio di sostanze stupefacente, in materia di armi, anche da guerra, e tentata estorsione. Il provvedimento ha riguardato anche alcuni appartenenti alla comunità rom che vive nel capo di contrada Scordovillo. Nel corso dell'indagine - cui ha collaborato anche la Procura di Lamezia Terme guidata da Salvatore Curcio - sono state anche sequestrate 650 munizioni di vario calibro.

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