
Catanzaro - Catanzaro - Si chiude con 20 richieste di rito abbreviato e 19 per il giudizio ordinario l'udienza preliminare del processo scaturito dall'operazione Svevia che a febbraio portò la Guardia di finanza a eseguire decine di misure cautelari, disposte dalla Dda di Catanzaro nei confronti di un presunto gruppo criminale dedito al narcotraffico nei territori di Lamezia, Reggio, Catanzaro e Roma. Ora, dopo le richieste di rinvio a giudizio da parte della procura di Catanzaro, arriva l'ultima fase dell'udienza preliminare nel corso della quale oggi in 20 hanno chiesto la celebrazione del rito abbreviato, in 19 invece seguiranno il procedimento ordinario.
Secondo quello che è il quadro accusatorio, sarebbe stata svelata un'organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di droga radicata nel quartiere Capizzaglie di Lamezia Terme al cui vertice c'era un discendente della famiglia di 'ndrangheta dei Giampà e con canali di approvvigionamento, sia nel Reggino, a San Luca e Rosarno, sia a Roma grazie alla collaborazione con i Casamonica. Un gruppo che disponeva anche di armi comuni e da guerra, compreso un bazooka con due proiettili. Quarantasei, all’epoca, le persone arrestate - 40 in carcere e 6 ai domiciliari - in esecuzione di un'ordinanza del gip che prevede anche tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione a delinquere finalizzate al traffico di droga, detenzione e commercio di sostanze stupefacente, in materia di armi, anche da guerra, e tentata estorsione. Il provvedimento ha riguardato anche alcuni appartenenti alla comunità rom che vive nel capo di contrada Scordovillo. Nel corso dell'indagine - svolta con il supporto della Guardia di finanza di Lamezia guidata dal capitano Luce - sono state anche sequestrate 650 munizioni di vario calibro.
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