
Catanzaro - Furti di auto e di ogni altro bene, detenzione illegale di armi e scippi in pieno centro. Di questi reati un gruppo di sei persone, finite in manette nell’operazione “The Jackal”, - eseguita dalla Polizia di Stato con l’ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Centrale” di Vibo Valentia – ne facevano “un vero e proprio sistema di vita” come ha spiegato il capo della squadra mobile di Catanzaro Nino De Santis durante la conferenza stampa. “Allarmante” la situazione emersa dalle attività investigative condotte dalla Squadra Mobile, coordinate dal Procuratore Aggiunto Giovanni Bombardieri e dal Pm Vito Valerio, con la supervisione del Procuratore Capo Nicola Gratteri. Tra gli arrestati, Alessandro Bevilacqua, 32 anni, Stefano Bevilacqua, 30 anni, Elio Pirroncello, 25 anni, Francesco Martino, 47 anni, Antonio Passalacqua, 44 anni e Annunziata Passalacqua, 51 anni, che, insieme ad altri 5 indagati, sono stati attenzionati dagli inquirenti dal dicembre 2014 quando alcuni di loro si sono introdotti in un’abitazione di un anziano per sottrargli le armi che deteneva legalmente in una cassaforte.
Come evidenziato dal vice capo della mobile, Angelo Paduano, è stata dimostrata la pericolosità del gruppo finito in manette ma a destare maggiore allarme sociale è il coinvolgimento dei bambini nelle loro azioni delittuose. Minori esortati e istruiti a rubare oggetti di poco valore col fine di ‘apprendere le tecniche’ del furto. Nell’ordinanza è stato documentato anche il furto, in un esercizio commerciale a Catanzaro, di scatole di brioches e penne ad opera di due bambini. In una conversazione intercettata nell’auto sulla quale viaggiavano Annunziata Passalacqua, un’altra donna non identificata e due minori si evince che:
“Il 27 gennaio 2015, l'auto dei fratelli Bevilacqua era in sosta nei pressi dell'esercizio commerciale, in questo viale Magna Grecia. A bordo vi erano Annunziata Passalacqua e un'altra donna, non meglio individuata. Ad un tratto il sistema di intercettazione montato nell'autovettura registrava la salita a bordo di due bambini (intesi tali nella valutazione del tono di voce) che intraprendevano una breve quanto espressiva conversazione con le due donne occupanti. Uno dei bambini, rivolgendosi alla Passalacqua, esclamava il timore che una telecamera lo riprendesse "Qua no che mi riprende la telecamera", al che la donna replicava rassicurandolo e lo invitava a nascondersi alle telecamere tenendosi basso ‘...abbassati sotto...’ . La Passalacqua chiedeva al bambino dove fosse la sorella e quel bimbo esortava chi era con lui ‘io non vado più vai tu, vai tu a prenderle’. A quell'esortazione l'altro minore rispondeva dicendosi pronto a commettere il furto, cui l'altro bambino si voleva sottrarre ‘...dividile tu che io vado a rubare...’ . Alla discussione tra i minori assisteva la Passalacqua che commentava come quei bimbi aveva rubato, finora, solo ‘brioches’”:
“Bambino 2: "Qua no che mi riprende la telecamera"
Annunziata: "inc. abbassati sotto, attento che ti vede l’italiano che è qui, dov’è tua sorella? che era con te, andatevene dietro"...
Bambino 2: "io non vado più vai tu, vai tu a prenderle"
Bambino 1: "dividiamole... dividile tu che io vado a rubare , inc."
Bambino 1: "guarda guarda ha il telefono all'orecchio sta chiamando i carabinieri... "
Discorso Inc. (musica ad alto volume)
Annunziata: "Si sono presi solo un pacco di brioches?" Inc. (Musica ad alto volume) …omissis…
Da lì a pochi minuti i bambini tornavano in auto, portando con sé il 'guadagno' del furto che la Passalacqua e la complice (non identificata) avevano indotto i bambini a commettere. Alle brioches i minori avevano aggiunto delle penne che un bambino diceva di avere 'preso' a favore dell'altro. ...omississ ...
Donna: "tutte penne vi siete presi?"
Bambino 1: "C'erano le gomme pure, inc."
Bambino 2: "Te le l’ho rubate io... che non ne avevi penne"
Bambino 2: "Ce le siamo rubate inc.".”
R.V.
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