
Catanzaro - Seconda operazione contro la cosca Gallace di Guardavalle nell'arco di una settimana da parte della procura antimafia di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri. Dopo "Molo 13", incentrata sui traffici di droga dal Sud America, oggi "The keys" volta a disarticolare la rete dello spaccio nel Soveratese gestita proprio dalla famiglia mafiosa anche grazie a pusher neanche maggiorenni. Ventuno in tutto le misure cautelari, oltre al sequestro di cocaina e di 7mila euro in contanti. "È la prosecuzione dell'indagine della scorsa settimana - ha infatti spiegato Gratteri nel corso della conferenza stampa - Un'indagine importante, curata nei dettagli dalla compagnia di Soverato. L'indagine nasce da un contesto criminale e mafioso, con protagonista la famiglia Gallace che riesce a organizzare traffici di droga dall'importazione in Sud America alla distribuzione al dettaglio nel Sovetarese. Sono stati svelati sia le dinamiche criminali che gli interessi economici".
Il comandante provinciale del carabinieri di Catanzaro, il colonnello Antonio Montanaro, si è soffermato su alcuni particolari dell'operazione: "Le accuse verso le persone colpite da ordinanza di custodia cautelare vanno dalla detenzione di armi allo spaccio. L'indagine ha coinvolto la compagnia di Soverato e ha consentito in un anno di delineare l'esistenza di due gruppi complementari alla cosca Gallace, dediti allo spaccio. Si avvalevano di minori, come già accaduto in altre occasioni svelate da operazioni svolte in passato, come corrieri soprattutto nei locali notturni. Alcuni indagati temevano di essere intercettati da una telecamera e hanno tagliato i fili di una centralina elettrica, provocando il venir meno della corrente in un'intera palazzina".
L'operazione è stata coordinata anche dal sostituto procuratore Vincenzo Capomolla: "Uno degli arrestati oggi - ha spiegato - è stato destinatario di misura cautelare nella scorsa settimana perché al centro del traffico di droga dal Sud America ma nello stesso tempo operava sul territorio per organizzare lo spaccio. L'operazione ha dimostrato un grande attivismo per contrastare le investigazioni in atto e nello stesso si avvalevano come pusher di ragazzi minori per trasportare la droga nelle varie località della fascia ionica. È la terza inchiesta che porta alla luce il ruolo attivo di minori. Abbiamo realizzato un contrasto all'attività quotidiana delle cosche".
A seguire passo dopo passo le indagini la compagnia di Soverato guidata dal capitano Luigi Cipriano: "L'uso di giovanissimi è molto grave e ciò testimonia purtroppo una loro preparazione. Per alcuni era motivo di forza, tanto è vero che alcuni spacciavano anche in provincia di Reggio Calabria. All'esito delle perquisizioni abbiamo rinvenuto 7mila euro in contanti, cocaina e scoperto una botola in costruzione probabilmente destinata ad occultare materiale".
G.V.
© RIPRODUZIONE RISERVATA