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Reggio Calabria - " L'indagine ancora una volta dimostra l'interesse della 'ndrangheta per gli affari nel settore eolico. I parchi eolici erano cosa loro, un network organizzato dalla ‘ndrangheta, con il suo referente 'regolatore' inserito nel territorio e con la funzione di cerniera con le istituzioni del territorio interessato". Lo ha detto il Procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, nella conferenza stampa sull'operazione "Via col vento" che ha portato all'arresto di 13 persone., e alla quale hanno partecipato il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, al comandante provinciale colonnello Giuseppe Battaglia, e al comandante del reparto operativo, tenente colonnello Stefano Romano.

"Le attività investigative - ha detto ancora Bombardieri - hanno permesso di documentare l'invasivo condizionamento esercitato dalle cosche di 'ndrangheta del reggino, del vibonese, del lametino e del crotonese, con estorsioni, imposizioni di forniture e trasporti delle componenti delle pale eoliche dal porto di Crotone verso ogni destinazione di cantiere per essere installate".

"Le indagini dei carabinieri, avviate nel 2012 - ha sostenuto il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, titolare delle indagini - hanno fatto luce su numerosi episodi estorsivi ai danni di imprese multinazionali, che sottostavano alle richieste della 'ndrangheta. Anche in questa inchiesta, purtroppo, spunta il rappresentante di una istituzione locale, il sindaco di Cortale Francesco Scalfaro, che aveva chiesto esplicitamente all'Evalto l'assunzione di suoi tre concittadini sui cantieri ubicati nel territorio del suo comune. L'ordinanza e le indagini hanno inoltre permesso di far emergere in tutta evidenza il rapporto paritario tra l'ambasciatore della 'ndrangheta e l'amministratore pubblico, in una cornice di cointeressenza, pena, come accaduto, interventi amministrativi in grado di comportare onerosi ritardi al cronoprogramma dei lavori di impianto delle pale eoliche".

"Siamo partiti da Evalto - ha spiegato il tenente colonnello Stefano Romano, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Reggio Calabria - e siamo riusciti a ricostruire uno scenario comune: multinazionali (Gamesa, Vestax, Nordex), che sottostavano alle richieste estorsive di sodalizi di 'ndrangheta di diverse realtà, che tra loro collaboravano in nome dell'interesse comune generato dall'affare delle energie alternative".

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