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Reggio Calabria - Ci sarebbe una vera e propria tratta di minorenni all'origine dell'arresto di tre immigrati, rispettivamente di nazionalità egiziana, tunisina ed eritrea, avvenuto a Reggio Calabria da parte della Polizia di Stato. I tre sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di aver organizzato il trasporto di 9 minorenni eritrei non accompagnati, di età compresa tra i 14 e i 17 anni, allontanatisi arbitrariamente da un centro di primo soccorso di Reggio Calabria utilizzato in occasione degli sbarchi. Gli arrestati, nella serata dell'11 maggio scorso, erano stati fermati, con i ragazzi minorenni nella centralissima piazza Garibaldi dal personale delle volanti in servizio di controllo del territorio, mentre erano in procinto di salire a bordo di un autobus di linea con lo scopo di lasciare la città calabrese. Avviate le procedure di identificazione ed esperiti gli accertamenti di rito, il personale della Polizia di Stato ha constatato che tra i 9 minorenni ed i 3 arrestati non c'era alcun rapporto di conoscenza o parentela. Gli adulti, inoltre, avevano con sé cospicue somme di denaro in contanti di cui non hanno saputo indicare la provenienza, utilizzate, in parte, per il pagamento dei biglietti di viaggio per i 9 ragazzi. Gli approfondimenti investigativi scaturiti dal fermo dei 3 uomini avrebbero consentito di accertare l'esistenza di una vera e propria organizzazione criminale, "dalla spiccata professionalità", evidenziata dalla contestuale presenza in città dei 3 arrestati residenti in diverse province italiane. Il sodalizio criminale che gestiva la tratta di minori, secondo gli inquirenti, avrebbe attirato con l'inganno i 9 giovani promettendo loro possibilità di vita migliori. Gli arrestati sono stati associati alla casa circondariale della città dello Stretto.

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