
Lamezia Terme - Avrebbe creato postepay all'insaputa dei clienti truffati, si sarebbe adoperato anche in visite domiciliari pur di far sottoscrivere i documenti necessari a mettere a segno i suoi piani e - soprattutto - avrebbe deliberatamente approfittato della buona fede di due anziane signore ignare dei complessi meccanismi degli investimenti postali.
È questo il quadro che emerge dalle carte con le quali il gip del tribunale di Lamezia Terme ha disposto gli arresti domiciliari per Riccardo Cristiano, 41 anni, responsabile dell'ufficio postale di Decollatura con l'accusa di truffa e peculato e il contestuale sequestro di beni. Per ora sono due le presunte vittime che sono state individuate nel corso delle indagini.
Accertamenti partiti dopo la denuncia di un'anziana
L'indagine ha preso il via in seguito alla denuncia di una delle due anziane signore, in particolare della figlia cointestataria del conto che - a un certo punto - si sarebbe accorta delle uscite anomale dal conto della madre e si sarebbe precipitata al commissariato di Lamezia Terme. Da qui è partita una fitta attività investigativa, attraverso intercettazioni, raccolta di documenti e di testimonianze dirette, che avrebbero portato la procura ad accertare una sottrazione di oltre 130mila euro da parte dell'indagato. Cristiano, secondo il gip, avrebbe invitato un'anziana di oltre 90 anni a recarsi nell’ufficio postale di Decollatura da lui diretto, con la scusa di dover sistemare delle pratiche, talvolta anche andandola a prendere personalmente a casa.
“Approfittando della sua inesperienza in materia - scrive il gip – le faceva firmare dei documenti relativi ad una serie di operazione economico-finanziarie volte al rimborso di alcuni buoni dematerializzati a lei intestati cosi ottenendo una momentanea liquidità che provvedeva a versare sul conto”. Inoltre, “contestualmente ed all’insaputa della vittima, attivava una postepay dove faceva confluire parte delle somme di denaro ottenute con gli artifici e raggiri sopra descritti, spostandole dal conto corrente della vittima sulla citata carta postepay per un importo totale di euro 20.000,00 in data 10.11.2017 e di euro 29.000, 00 in fata 19.04.2018”. Successivamente rileva ancora il gip “effettuava una serie di prelievi dalla carta postepay per un totale di euro 48.000,00 circa”.
Inoltre, secondo gli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine si è notato come nella data nella quale sono stati prelevati mille euro dalle immagini di videosorveglianza non è stata riscontrata alcuna operazione compiuta alla cassa dall’anziana. La signora 93enne con tutta la sua lucidità, sentita dagli inquirenti che indagavano sul caso, ha dichiarato: “Nego assolutamente la circostanza per cui il 18 luglio mi trovavo insieme al direttore Riccardo Cristiano dinanzi agli uffici della posta. Non ho mai prelevato nulla ed ero a casa siccome in quella data avevo dato incarico ad alcuni operai che stavano pitturando gli interni della mia abitazione, in quel periodo, così come ora, non mi muovevo assolutamente dalla mia abitazione in autonomia o comunque senza l’aiuto e la presenza di mia figlia”.
Per come si legge nelle carte dell’ordinanza, il racconto del direttore delle poste, sentito in merito a queste anomalie riscontrate “si pone in contrasto sia con le dichiarazioni della donna sia con i riscontri dei filmati acquisiti”. In più, l’anziana invitata dagli operanti a visionare il modulo della richiesta della carta postepay a suo nome, contenente 3 firme a le riconducibili “ha radicalmente disconosciuto le firme apposte”.
R.V.
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