
Lamezia Terme - Due anni e tre mesi di reclusione e 1000 euro di multa. Si è concluso così lo stralcio del processo Perseo che vede imputato l’avvocato Giovanni Scaramuzzino per voto di scambio con al centro l’incontro che sarebbe avvenuto nello studio dell’avvocato 41enne in occasione delle elezioni regionali del 2010 tra Piero Aiello, candidato per il Pdl, Giuseppe Giampà e Saverio Cappello, per ottenere voti. La sentenza è stata letta nell'aula Garofalo del tribunale di Lamezia dal presidente Maria Teresa Carè e, a latere, i giudici Rossella Prignani e Annalisa Martire.
Scaramuzzino, imputato in questo procedimento, risponde al reato (DPR del 1960 n.570 art. 86 – L del 1991 n.203 art.7) “corruzione elettorale aggravata dall’art. 7” per aver favorito la cosca Giampà. La credibilità dei collaboratori di giustizia, in questo caso, Saverio Cappello e Giuseppe Giampà, e i voti ottenuti durante la tornata elettorale del 2010 da Piero Aiello “901 voti ovvero 28 in meno rispetto a quanti voti aveva ottenuto la volta precedente” sono alcuni dei temi sul quale si è focalizzata la discussione dell’avvocato Francesco Gambardella in difesa di Scaramuzzino che ha preceduto la lettura della sentenza. Per il legale, affinché le dichiarazioni dei collaboratori siano credibili “occorre che sussistano anche la coerenza e la costanza”. Il legale pone, quindi, l’attenzione sui voti, quelli ottenuti da Piero Aiello al quale, evidenzia il legale nella sua discussione, “avrebbero garantito duemila, temila voti” ma che, da come accertato dalla squadra mobile, Aiello ne ottenne 901. Secondo il legale è su questi dati oggettivi che bisogna valutare la credibilità dei collaboratori. Il Pm Romano, invece, replica sul punto sostenendo che “il risultato politico c’è stato, anche grazie all’interessamento della cosca Giampà”, per il Pm Elio Romano “è l’elemento a cui dobbiamo fare riferimento”. L’avvocato Gambardella al termine della sua discussione chiede “l’esclusione dell’aggravante art.7; assoluzione con formula piena e concessione doppi benefici di legge”. Nella scorsa udienza, a termine della sua discussione, anche l’altro difensore di Giovanni Scaramuzzino, l’avvocato Francesco Siracusano, aveva chiesto l’assoluzione per il suo assistito. Quattro anni di reclusione e mille euro di multa era stata, invece, la richiesta del Pubblico ministero Elio Romano a conclusione della sua requisitoria.
R.V.
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