
Torino - Ha detto di essersi "dissociato" dalla 'ndrangheta il presunto boss Saverio Dominello, imputato a Torino nel processo 'Alto Piemonte'. L'occasione è stata, oggi, la ripresa dell'udienza preliminare, durante la quale Dominello ha chiesto di rendere dichiarazione spontanee.
"Rispetto a persone come gli Agnelli io sono soltanto spazzatura. E gli Agnelli, con la spazzatura, non hanno niente a che fare. Per questo mi dispiace che, a causa del nome che porto, siano stati tirati dentro a questo show mediatico". Il colpo di scena arriva nella maxi aula 1 del Palazzo di Giustizia di Torino, dove era in corso l'udienza preliminare 'Alto Piemonte' sulla 'ndrangheta del Nord-Ovest. Saverio Dominello, 62 anni, originario di Rosarno, uno degli imputati principali, padre di Rocco Dominello, l'uomo che secondo l'accusa entrò in contatto con dirigenti della Juventus, come tifoso bianconero, tentando di fare affari con il bagarinaggio, ha proclamato la sua "dissociazione" dalla criminalità organizzata. E, nel corso delle sue dichirazioni spontanee, ha allontanato da Andrea Agnelli l'ombra di avere trattato direttamente con i boss "perché mio figlio Rocco non solo non lo è, ma non sapeva nemmeno che io avessi a che fare con quel mondo".
23 gli imputati alla sbarra, per reati come estorsioni, incendi, danneggiamenti, minacce e che riguardano anche il calcio proprio per il figlio Rocco, che secondo le accuse, sarebbe entrato nel giro del bagarinaggio dei biglietti della Juve. A carico dei dirigenti della Juventus e dello stesso Agnelli, che nega qualsiasi contatto con Dominello, non sono state mosse accuse da parte della magistratura. "La 'ndrangheta mi fa schifo - afferma Saverio Dominello - ed essere uno 'ndranghetista, per me, è un marchio infamante. Mi dissocio per i miei figli, per la mia famiglia. Se ho paura? Non per me. In questo momento sono libere solo le donne. E gli uomini d'onore, se sono davvero tali, le donne non le toccano".
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