
Catanzaro – Continuano le discussioni degli avvocati degli imputati del processo Andromeda che si sta celebrando nell’aula Bunker di Catanzaro con rito abbreviato. Gli avvocati, nella loro arringa conclusiva, davanti al Gip De Gregorio, hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti e, in generale, hanno contestato le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia al centro dell’ordinanza di arresto.
L’avvocato Salvatore Cerra, che ha discusso per la posizione di Vincenzino Iannazzo, ha evidenziato come, nel periodo a cui si riferiscono i fatti contestati, il suo assistito fosse prima detenuto e poi in Irlanda, definendo quanto affermato dai collaboratori come “superato dalla produzione documentale”, e aggiungendo che non vi sarebbe la prova dell’associazione poiché non ci sarebbe “traccia delle frequentazioni tra i soggetti che dovrebbero farne parte”.
L’avvocato Gianluca Careri ha discusso per le posizioni di Antonio Provenzano, Francesco Salvatore Pontieri, Mario e Antonio Chieffallo e Gino Giovanni Daponte. Il difensore ha contestatole contraddizioni e la genericità delle dichiarazioni accusatorie dei collaboratori di giustizia che si sarebbero limitati, come ha evidenziato nella sua arringa, “ad affermare di essere a conoscenza, senza specificare come e perché, dell'appartenenza degli imputati alla cosca Iannazzo-Cannizzaro-Daponte, pur in mancanza di qualsivoglia altro elemento idoneo a dare concretezza in termini di specificità al loro propalato accusatorio”. In particolare l’avvocato ha sottolineato come il collaboratore Gennaro Pulice, “non sia stato in grado di inserire Antonio Provenzano nello specifico contesto associativo”, mentre per Daponte il difensore ha evidenziato come sia Pulice che Stranges, abbiano “precisato come Daponte vivesse stabilmente in Lombardia” e non potesse quindi essere considerato partecipe alle cosca, mentre per i Chieffallo sarebbe stato lo stesso Pulice “ad escludere la loro partecipazione all'associazione di stampo mafioso”. Per quanto riguarda Pontieri, l'avvocaot Careri ha sottolineato come per il suo assistito il Tribunale del Riesame, abbia "annullato l'ordinanza di custoidia cautelare in carcere per mancanza di gravi indizi di colpevolezza".
L’avvocato Renzo Andricciola, per Francesco Mascaro, nella sua arringa ha evidenziato come le dichiarazioni del collaboratore Matteo Vescio siano non attendibili mentre l’avvocato Antonio Muscimarro ha discusso la sua arringa per la posizione di Angelo Provenzano. Il difensore ha contestato la carenza di prove per quanto riguarda il suo assistito.
Infine, ha concluso le discussioni l’avvocato Fioromonti per la posizione del collaboratore Gennaro Pulice. La prossima udienza, fissata al 12 ottobre, dovrebbe essere l’ultima per quanto riguarda le arringhe difensive degli avvocati e a seguire la lettura della sentenza.
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