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Bologna - Ha tenuto in primo grado l'accusa di associazione mafiosa contestata dalla Procura di Bologna nel processo 'Black Monkey'. Il tribunale ha condannato tutti e 23 gli imputati, infliggendo la pena più alta, 26 anni e 10 mesi, a Nicola Femia, ritenuto il vertice di un gruppo legato alla 'Ndrangheta che faceva profitti con il gioco illegale. Le pene hanno in alcuni casi superato le richieste del Pm della Dda Francesco Caleca che per Femia, appunto, aveva chiesto 24 anni e 6 mesi.

E' di 15 anni la pena inflitta dai giudici al figlio di Nicola Femia, Nicola Rocco Maria; di 10 anni e tre mesi quella per la figlia, Guendalina, di 12 anni e due mesi per il genero, Giannalberto Campagna. Nove anni è la condanna per Guido Torello, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: era l'uomo della telefonata con Femia su Tizian, a fine 2011, finita agli atti dell'inchiesta della Procura e della Guardia di Finanza.

Nove anni anche per Rosario Romeo, ispettore di polizia anche lui a processo per concorso esterno. Oltre ad ottenere condanne per tutti gli imputati, alcuni dei quali sono stati assolti da alcuni capi di imputazione, la Procura ha vinto la sfida di vedere riconosciuta dal collegio presieduto dal giudice Michele Leoni la sussistenza dell'associazione di tipo mafioso contestata a 14 persone, considerando anche i concorrenti esterni. Il Pm Caleca nelle tre udienze di requisitoria in cui aveva ripercorso il quadro accusatorio aveva tratteggiato le caratteristiche del gruppo, riferendosi ai rapporti con organizzazioni di stampo 'ndranghetistico, ma anche ad un potere intimidatorio autonomo, tipico a suo avviso delle 'nuove' formazioni di 'Ndrangheta, presenti nelle regioni del Nord Italia. Un gruppo concentrato sui propri interessi economici, attento ai rapporti con persone dentro alle forze dell'ordine e a quello che i mezzi di informazione scrivono di chi ne fa parte. Fino ad ora l'associazione mafiosa non era però stata riconosciuta nei giudizi: gli imputati che avevano optato per l'abbreviato hanno visto confermare recentemente condanne dalla Cassazione, che però non ha riconosciuto l'associazione mafiosa, come in precedenza non fece il tribunale del Riesame.

Dopo due anni e mezzo di udienze, il tribunale ha anche disposto risarcimenti alle parti civili, il più alto da un milione alla Regione Emilia-Romagna. Risarcimenti anche per il giornalista Giovanni Tizian e per l'ordine dei giornalisti: in un'intercettazione tra Femia e un altro imputato si parlava di uccidere il cronista, autore di articoli sgraditi all'organizzazione. Alla lettura del dispositivo era presente anche don Luigi Ciotti, presidente di Libera, pure parte civile. L'operazione con custodie cautelari scattò nel 2013.

Le condanne e i risarcimenti

Il collegio della seconda sezione penale del tribunale di Bologna, presidente Michele Leoni, ha condannato tutti e 23 gli imputati del processo Black Monkey, pronunciando però alcune assoluzioni per alcuni capi di imputazione e non doversi procedere per prescrizione. La pena più alta è di 26 anni e 10 mesi per Nicola Femia, ritenuto un personaggio legato alla 'Ndrangheta; 15 anni al figlio Rocco Maria Nicola; 15 anni a Domenico Cagliuso, 12 anni e due mesi a Giannalberto Campagna, 10 anni e tre mesi a Guendalina Femia, 9 anni a Rosario Romeo e Guido Torello, 8 anni e 9 mesi a Luigi Condelli e Valentino Trifilio, 7 anni a Virgilio Petrolo, 7 anni e due mesi a Ettore Negrini, 7 anni e tre mesi a Salvatore Virzì, 7 anni a Francesco Agostino, 5 anni a Calogero Lupo, 4 anni a Massimiliano Colangelo e Giuliano Maccari, 3 anni e sei mesi a Masimiliano Rizzo, 3 anni a Manuele Cappiello, Daniele Chiaradia, Filippo Crusco, 2 anni e sei mesi a Teresa Tommasi, 2 anni a Letizia Cucchi e Viktoriya Khmelevskaya. Manuele Cappiello, Daniele Chiaradia, Letizia Cucchi, Giuliano Maccari e Massimiliano Rizzo sono stati assolti dall'accusa di associazione mafiosa. Il giudici hanno poi disposto il risarcimento alle parti civili, da parte di alcuni condannati. Il più alto è di un milione alla Regione Emilia-Romagna; 100mila euro a Giovanni Tizian, 50mila euro all'ordine dei giornalisti, 50mila euro ciascuno a Provincia e Comune di Modena; 100mila euro al comune di Massa Lombarda (Ravenna), 300mila al Comune di Imola (Bologna), 300mila euro ciascuno a presidenza del Consiglio dei Ministri, ministero della Giustizia e ministero dell'Interno, 600mila euro all'agenzia delle Dogane e dei Monopoli, 200mila a Libera, 200mila a Sistema Gioco Italia-Confindustria. Le motivazioni della sentenza saranno depositate in 180 giorni.

Don Ciotti:"Sono qui per supportare giornalista che ha avuto coraggio di denunciare"

"Sono qui per prima cosa per non lasciare solo un giornalista che ha avuto coraggio, che ha scavato in profondità con le sue inchieste, che ha denunciato il malaffare, che ha subito minacce. Mi sembrava corretto". Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, spiega così il senso della sua presenza alla lettura della sentenza del processo di 'Ndrangheta 'Black Monkey' a Bologna, dove tra le parti civili, oltre alla sua associazione, c'era anche il giornalista dell'Espresso Giovanni Tizian, pure lui all'udienza. "Da tre anni - ha detto don Ciotti ai giornalisti - ogni udienza Libera è presente con le scuole, i giovani, per non lasciare sole le vittime e per dare un segno di condivisione e di responsabilità". Il risarcimento ottenuto dai giudici? "A parte che i soldi non arrivano mai..., ma abbiamo sempre dichiarato che vengono spesi esclusivamente per dare una mano alla gente in difficoltà. Tra i progetti che portiamo avanti, col ministero della Giustizia, c'è quello per i ragazzi della messa in prova: ragazzi che hanno commesso dei reati, che hanno sbagliato, ma che devono trovare una via d'uscita. Se arrivano dei soldi vanno in questa direzione, per dare una mano alla gente che è più in difficoltà".

Tizian: "Sentenza segna punto rottura"

Il fatto che il reato di associazione mafiosa sia stato riconosciuto "in Emilia-Romagna, in un territorio non tradizionale, è un grande passo in avanti per questo territorio". E' il commento di Giovanni Tizian alla sentenza del tribunale di Bologna che ha condannato tutti e 23 gli imputati del processo 'Black Monkey'. Tizian era parte civile: è di fine 2011 una telefonata in cui Nicola Femia, il capo dell'organizzazione che ha avuto una condanna a 26 anni e 10 mesi, e un altro imputato, parlavano di 'sparare in bocca' al giornalista, all'epoca alla Gazzetta di Modena, dopo articoli non graditi. "Credo - ha detto ancora Tizian commentando la decisione dei giudici - che sia anche un punto di rottura, uno spartiacque decisivo anche per i prossimi processi che sono in corso. E' un segnale importante". Quella di cui erano accusati alcuni imputati era "un'associazione mafiosa con dei tratti particolari, un'organizzazione che fondava tutto il suo potere sull'economia e sul riciclaggio, un aspetto nuovo rispetto alla tradizionali organizzazioni mafiose". 

 

 

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