
Catanzaro – Continuano le arringhe difensive degli avvocati degli imputati del procedimento “Chimera”, che si sta celebrando con il rito abbreviato al Tribunale di Catanzaro. 38 imputati alla sbarra, tutti ritenuti dall’accusa affiliati alla cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri e che devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di armi e stupefacenti, rapina ed estorsione. A discutere davanti al Gup Antonio Battaglia, stamane in aula a Catanzaro, gli avvocati Leopoldo Marchese, Antonio Larussa, Sergio Rotundo e Mirna Raschi per le posizioni di Nicola Gualtieri (Cl.92), Gaetano La Rosa, Francesco Tropea, Giuseppe Gullo, Nicola Gualtieri (cl.45) e Giuseppe Rainieri. I legali hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti, concentrando le arringhe sulla “genericità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, constestandone la credibilità e l’assenza di elementi specifici, concentrandosi soprattutto sul fatto che si tratta di collaboratori della cosca contrapposta a quella dei Cerra-Torcasio- Gualtieri, quella dei Giampà”. La prossima udienza vedrà discutere gli ultimi avvocati per le arringhe finali prima della sentenza, che sarà probabilmente a metà febbraio, quando si saprà se verranno confermate le richieste di condanna formulate dal pubblico ministero Elio Romano a luglio, quando chiese per gli imputati, quasi 400 anni di carcere.
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